30/03/2014 23.47.31

L'avvocato Antonio Dello Preite che per Luceraweb cura la rubrica di questioni legali

Egregio Avvocato,
mi sono avvalso di una coppia di avvocati per difendermi in giudizio civile che si svolgeva a Cassino, ma io e gli avvocati scelti abitiamo a Roma; ora, avendo cambiato avvocati, i due precedenti mi hanno presentato una loro parcella più la parcella dell'Avvocato di Cassino in cui hanno eletto il mio domicilio. E' corretto o mi debbo rifiutare perché il compenso dell'Avvocato di Cassino dovrebbe essere compresso nella loro parcella?
La ringrazio della sua eventuale risposta.
Maurizio

Il nostro sistema processuale impone che, per le cause  fuori sede, la parte ed il suo avvocato debbano eleggere domicilio presso lo studio di un altro avvocato che risiede territorialmente nel circondario del Tribunale adìto, il c. d. avvocato domiciliatario.
Tuttavia, dipende che cosa fa materialmente quest’avvocato.
Il domiciliatario non deve fare niente, ma deve solo a comunicare al collega eventuali provvedimenti a lui notificati fuori udienza, in quanto le udienze vere e proprie, le memorie, le comparse, gli atti e tutto quello che è l’attività difensiva vera e propria la deve fare il primo avvocato che da Roma, di volta in volta, si reca a Cassino.
Se questo non avviene e, nella procura rilasciata, Lei ha nominato l’altro avvocato di Cassino, non solo come domiciliatario ma anche come suo secondo difensore, le parcelle da pagare sono due, perché – presumibilmente – il primo avvocato, invece di andare da Roma a Cassino, telefona al collega di Cassino delegandolo per quello che dovrebbe fare lui, oppure gliela fa sbrigare completamente, perché difensore a tutti gli effetti: vi sono delle attività svolte dal primo ed altre svolte dal secondo.
Altra ipotesi è che il suo difensore abbia solo eletto domicilio presso il secondo e di volta il volta, di sua iniziativa, lo abbia delegato a svolgere le sue funzioni proprie: in questo caso si pagherà la parcella all’avvocato e, poi, se la vedrà lui con il domiciliatario per gli incarichi che, di volta in volta gli ha dato, perché era lui che doveva svolgerli e lei aveva nominato non due ma un solo avvocato.
Come vede, gli scenari possono essere diversi.
Tuttavia, l’avvocato deve rendere conto dettagliato dell’attività svolta e se vi sono incongruenze, la discussione va spostata innanzi al Consiglio dell’Ordine di appartenenza dell’avvocato che è competente a dirimere problematiche di questo tipo tra avvocato e cliente.
Saluti
avv. Antonio Dello Preite

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