16/08/2014 12.25.26

L'avvocato Antonio Dello Preite che per Luceraweb cura la rubrica di questioni legali

Gentilissimo avvocato,
è la prima volta che affronto una causa civile. A partecipare a quest'ultima siamo in 8 condomini, ma il condominio é di 30 (altri 22 ne restano fuori). La citazione contro il costruttore è avvenuta per varie cause: -1) lavori incompleti; -2) non abbiamo ricevuto le utenze (acqua, luce e gas) nonostante le abbiamo pagate direttamente al costruttore (sono 5 anni che ci arrangiamo con la corrente del cantiere con le bombole del gas e per l'acqua siamo abusivi); -3) lo stabile è privo di agibilitá. Adesso volevo rassicurarmi sul preventivo (12.000 euro)  che mi ha presentato l'avvocato, dicendomi che comunque potrà variare in base all'evolversi della causa in più o in meno. L'anticipo che ha chiesto è di 4.000 euro. Il valore della causa rientra nella fascia 750.000-1.500.000 così come impostata dall'avvocato. Da questo valore ho visto che variano i compensi degli avvocati. Adesso  gentilmente vorrei sapere se è stata fatta una corretta valutazione.
La ringrazio anticipatamente distinti saluti.
Lettera firmata

Mi limiterò a rispondere alla Sua domanda circa l'operato del Collega nella prospettazione dei costi relativi alla causa da intraprendere, senza entrare nel merito dei fatti che non conosco.
Mi pare di capire che non sia il Condominio ad agire, vista la probabile minoranza di 8 condomini (tra i quali lei): suppongo che agiate quali singoli proprietari per inadempimenti del costruttore nei confronti del Vs. appartamento, ragione per cui il Suo avvocato ha quantificato il valore sulla base di tutte le opere complessive, altrimenti non si spiega una fascia così elevata per valore.
Mi spiego: se tutte le opere per l'intero condominio o per gli otto condomini è pari ad € 800.000, la fascia potrebbe essere giusta, ma se Lei agisce per avere l'esecuzione dei lavori per il suo solo appartamento, pari ad esempio a euro 100.000, quella fascia è sbagliata.
I principi recentemente sanciti sono quelli della libertà della pattuizione anche se, tuttavia, il recentissimo D.M. Giustizia 10.03.14 n° 55, fissa comunque dei criteri medi per i compensi che l'Autorità Giudiziaria deve liquidare al professionista.
Senza entrare nel dettaglio, le dico che se la fascia è quella da Lei indicata (750.000 - 1.500.000), i compensi del giudizio di 1° grado vanno indicativamente da euro 27.803,10 a euro 36.144,03. Se invece, il valore della causa è di euro 100.000, il compenso sarebbe di euro 13.430.
All'importo finale devono essere aggiunti: -1) il rimborso forfetario delle spese sostenute dal professionista nella misura del 15%,  -2) l'addizionale forense (4%) e -3) l'immancabile IVA (22%).
Quegli importi possono essere ulteriormente aumentati dell'80% e diminuiti sino al 50%, sulla base di parametri generali, quali: le caratteristiche, il pregio e l'impegno dell'attività professionale, l'importanza, la natura e la difficoltà dell'affare, i risultati conseguiti, il numero e la complessità delle questioni giuridiche trattate.
Sorvolo sui successivi costi del giudizio di 2° grado e di quelli di un eventuale ricorso per Cassazione, senza contare risvolti esecutivi e/o imprevisti che fanno lievitare non poco il costo finale.
Se, comunque, sono giusti  i calcoli, corretto mi pare anche l'anticipo richiesto (€ 4.000).
Resta poi, se me lo consente, la grande incognita dei tempi per ottenere una sentenza favorevole che potrebbe arrivare tardi o quando - come avviene in molti casi - la Sua controparte è deceduta o, ancor peggio, è fallita e non ha più soldi per fare fronte al suo obbligo: in questo caso Lei dovrà comunque pagare il Suo avvocato, senza nessuna contropartita, perché - non mi stancherò mai di sottolinearlo - il professionista non è socio del cliente, ma un lavoratore che offre i mezzi, ma non i risultati e non ha alcun rapporto né con il Giudice né con la controparte, ma solo con il suo cliente in virtù di un contratto di prestazione d'opera professionale.
Rammenti pure che - se vince la causa - Lei potrà richiedere le somme liquidate dal Giudice per la soccombenza alla controparte come quantificate. Faccio un esempio sulle cifre da Lei indicate: il costruttore viene condannato a fare quello che non ha fatto prima ed a rifondere le spese di lite quantificate in via equitativa o con parziale compensazione o con altro imperscrutabile motivo annidato nella mente del giudice, in complessivi euro 10.000. Lei deve pagare, diciamo, 28.000 euro al suo avvocato.
Questo significa che Lei ha una perdita di 18.000 euro - se la controparte paga i suoi 10.000 - e che viene "ristorato", sia pure parzialmente, delle spese di lite sopportate, anche se, mi creda sulla parola, cause vinte al 100%, senza tirar fuori nemmeno un quattrino, non sono mai esistite e non esisteranno mai.
Mi permetto di suggerire il ricorso al nuovo istituto della mediaconciliazione dove, con costi molto più ridotti ed in pochissimo tempo (max. tre mesi), con un po’ di buona volontà e qualche compromesso con la controparte, si risolve subito, a poco prezzo e definitivamente la questione, in quanto il verbale d'accordo sostituisce a tutti gli effetti una sentenza che sono le stesse parti a scrivere ed a dover rispettare.
Per farsene un idea vada al sito dedicato www.anparfoggia.it.
Auguri per il felice esito della Sua controversia e cordiali saluti.
avv. Antonio Dello Preite 

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