24/08/2016 18.56.07

L'avvocato Antonio Dello Preite che per Luceraweb cura la rubrica di questioni legali

Salve gentilissimo avvocato,
leggendo sul web, ho trovato delle domande che le hanno posto alcune persone che riguardano ad indennizzo d'ingiuste detenzioni eccetera...
Dopo aver subito 5 anni esatti di custodia cautelare, poco tempo fa sono stato assolto in appello perché il fatto non sussiste.
Per quel che ne sappia, ho diritto ad una sorta di indennità per ingiusta detenzione. Le faccio 2 domande data la sua esperienza.
A) mi potreste indicare su per giù quale cifra mi potrebbe spettare?
B) quale tempistica prevede dalla domanda alla Corte d'Appello per un esito positivo della mia richiesta?
Grazie in anticipo per il suo tempo che mi dedicherà a rispondere.
Cordiali saluti.
R.

Nel suo processo lei è stato riconosciuto innocente. Non si versa, quindi, in tema di "errore giudiziario", ossia con una persona condannata definitivamente di cui, dopo, si scopre l'innocenza.
In questo caso, l'unico indennizzo riconoscibile è la "riparazione per l'ingiusta detenzione" e cioè il riconoscimento di una somma a ristoro dei 5 anni di custodia carceraria e/o domiciliare sofferta e sempreché ne ricorrano gli estremi.
La riparazione per ingiusta detenzione è contemplata dagli artt.314 e 315 del codice di procedura penale e regola gli indennizzi da versare alla persona ingiustamente detenuta in custodia cautelare e prosciolta, poi, con sentenza definitiva passata in giudicato.
Per Legge, l’indennizzo non può eccedere comunque la somma di euro 516.456,90 ed il ricorso alla Corte d’Appello competente deve essere presentato nel termine perentorio di due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento (e cioè assoluzione perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato o perché non è previsto dalla legge come reato), al termine del quale, l’istante “… ha diritto ad un’equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave …” , poiché la sola sentenza di assoluzione non è sufficiente, come purtroppo molti credono.
Infatti, occorrerà verificare se quell’arresto o ordinanza di custodia cautelare non siano stati causati dal soggetto, prima incarcerato e poi assolto, poiché i Giudici della Corte, andranno a verificare (ovviamente) non la sentenza assolutoria, ma se, al momento della cattura, il richiedente abbia avuto una condotta tale da “provocare” la misura coercitiva che lo ha colpito.
Questa procedura, poi, dà luogo ad un indennizzo e non a un risarcimento dei danni vero e proprio (che è tutt’altro e ben maggior concetto).
Per quanto riguarda la somma ed i tempi, non ci sono criteri precisi e variano da Corte a Corte, anche se per cinque anni di custodia cautelare, ritengo che l’importo da versarle debba essere di notevole entità, anche se rientrante nei limiti massimi che dicevo poc’anzi.
Auguri per il felice esito della sua vicenda.
Avv. Antonio Dello Preite

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