03/01/2017 16.59.19

Il Lastaria “foggiano” e senza pronto soccorso

Con la pubblicazione sul Bollettino regionale del 16 dicembre scorso, è ufficialmente noto il nuovo piano di riordino della sanità in Puglia.
Naturalmente questo coinvolge anche l’ospedale Lastaria di Lucera per il quale sono state confermate tutte le anticipazioni di Luceraweb di fine novembre, a partire dallo status di presidio di “area disagiata”, unico nella Regione.
Nella delibera figurano quindi l’aumento di 20 posti letto destinati alla Lungodegenza, ma soprattutto l’accorpamento agli Ospedali Riuniti di Foggia e la riduzione del pronto soccorso a “Punto di primo intervento”.
Se per il primo aspetto è stata riconosciuta la valenza delle richieste da concedere a una popolazione del territorio con età media piuttosto elevata, è ancora tutta da interpretare e soprattutto misurare l’unione con il grande nosocomio del capoluogo, specie nella nuova conduzione più svincolata dalla Asl e ora sotto l’Azienda Ospedaliera Universitaria. Quali e quanti benefici possano scaturire da questa rilevante novità è ancora presto per dirlo, anche perché si tratta di un collegamento decisamente insolito e quindi da verificare nella sua effettiva governabilità. Per esempio, il cosiddetto “territorio” attende ancora il raddoppio delle casse ticket in Viale Lastaria, inspiegabilmente dimezzate da mesi e quindi assediate da un’utenza che reclama almeno comodità ed efficienza di quel poco che è rimasto, senza contare l’ancora più spinosa gestione del personale medico e infermieristico.
Piuttosto deludente resta comunque l’ulteriore ridimensionamento del pronto soccorso che in effetti è a servizio di un bacino di utenza di decine di migliaia di persone e potenzialmente in grado di allentare la pressione su quello del capoluogo in cui affluiscono in media 170 persone al giorno. Evidentemente non sono bastati gli oltre 11 mila accessi annui (30 quotidiani) per lasciare in vita quello lucerino nella configurazione attuale, visto che entro la fine del 2017 sarà trasformato in una postazione medicalizzata dal 118, più che altro pronta a trasportare a Foggia i pazienti bisognosi di urgenza. 
Tutti gli altri (quindi senza codice rosso) sono destinati alla bolgia dantesca di Foggia, o in alternativa alla più lontana (anche se non per tutti) sede di San Severo.
Resta da capire, in effetti, quanto e se ne siano consapevoli di questa grave perdita i sindaci dell’intero territorio che più volte hanno incontrato il Governatore Michele Emiliano, visto che le rispettive popolazioni vedono ancora di più allontanarsi i presidi di emergenza-urgenza. E rarefarsi tutto il resto.  

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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