14/02/2017 8.03.00

I furti alla Radice secondo la dirigente

Quando “rubano i computer e la musica” ai bambini, sei inerme, impotente.
Le aule, i corridoi, gli uffici, gli archivi e i ripostigli sono attraversati dai carabinieri, intervenuti per i rilievi del caso;
le bambine e i bambini sono stretti nei corridoi e nell’atrio, insieme alle maestre, insieme a chi la scuola la vive e la abita ogni giorno e forse la considera una delle dimore del suo essere al mondo.
Ci sono i bambini, le maestre..… ma il paesaggio è diverso: si resta in attesa, tutti insieme, senza parlare, ognuno ha fermo il cuore e la mente.
Gli sguardi degli adulti a volte si incontrano soltanto per scambiarsi lo sgomento.
Gli occhi delle bambine e dei bambini ti interrogano inutilmente.
Si resta tutti insieme, in attesa di entrare in aula, in ufficio, al proprio lavoro…
in attesa che ritorni la vita nella scuola e non puoi fare a meno di pensare che questo che sta accadendo è la negazione del senso e del significato della bellezza e della libertà della scuola, questo che sta accadendo è la negazione della civiltà della scuola.
Quando “rubano i computer e la musica”ai bambini non è soltanto portare via qualcosa a quella singola scuola, ma è rubare la speranza e il sogno di potercela fare ad accompagnare creature più piccole ad essere adulti responsabili delle proprie scelte e azioni, in grado di muoversi nella complessità del mondo.
Le scuole sono vita perché in esse le menti prendono forma, i cuori si ravvivano, si costruiscono esperienze , si formano competenze per la vita, rilanciando al futuro l’idea di un mondo più giusto, frutto della fatica e dell’impegno in un quotidiano pulito ed onesto.
Rubare alla scuola è rubare all’intera Comunità, ad ognuno,uno per uno, perché tutte le scuole sono un BENE PUBBLICO, e lo sono non per le strutture di proprietà del Comune, ma per le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi , le cui intelligenze, energie e talenti vanno dispiegati, mobilitati a favore dell’intera Comunità.
Non lasciate sole le scuole, insieme alziamo il tiro e chiediamo che si dia loro più valore, non abituiamoci a considerare normali i furti nelle scuole.
Aiutateci a ricostruire il sogno e la speranza di un’intera comunità, incontriamoci, vi aspettiamo per accogliere le vostre proposte e il vostro impegno.

La dirigente scolastica
Anna Maria IORIO

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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