15/02/2017 7.52.39

Pena ridotta per Petecchia in appello

Condanna anche in appello, ma con pena ridotta, per Corrado Petecchia, il 46enne di Lucera che era accusato inizialmente del tentato omicidio di due fratelli lucerini. In primo grado il capo di imputazione era stato derubricato a lesioni aggravate e uso di arma senza autorizzazione, con una condanna a 3 anni e 4 mesi. La sentenza era arrivata dopo una detenzione di 11 mesi tra carcere e domiciliari.
In appello la Corte ha confermato la colpevolezza ma con una nuova pena di 2 anni e 2 mesi, e la convalida degli arresti presso la propria abitazione dove è tuttora detenuto. Petecchia è stato assistito legalmente dagli avvocati Giovanni Capparelli e Cecilia D’Alessandro che hanno preannunciato ricorso in Cassazione. 
La vicenda risale a quasi due anni fa, e precisamente al 30 aprile 2015 quando gli uomini del commissariato di polizia di Lucera fecero scattare le manette dopo aver ricostruito un episodio avvenuto esattamente un mese prima nei pressi di un autosalone nel quartiere Lucera 2, dove l’uomo avrebbe aggredito due giovani per motivi non ancora meglio specificati.
Secondo quanto riferirono all’epoca gli inquirenti, Petecchia sarebbe salito sull'autovettura di una delle due vittime, prima picchiandola con schiaffi e pugni, e successivamente colpendola alla nuca con il calcio di una pistola 7,65 non dichiarata che aveva con sé, procurandole una grossa e profonda ferita. Le urla di aiuto del giovane sanguinante avrebbero attirato l’attenzione di suo fratello maggiore, in quel momento nell'autosalone, il quale, dopo essersi precipitato verso l'autovettura, avrebbe tentato invano di aprirne la portiera corrispondente a dove era seduto Petecchia. Questi, però, avrebbe inserito la chiusura centralizzata per continuare a percuotere il fratello, fino ad esplodergli contro alcuni colpi dalla pistola in suo possesso, dei quali uno gli perforò il cappuccio del giubbotto.
Dopo la disavventura, i due riuscirono a raggiungere il pronto soccorso di Lucera per farsi curare le ferite riportate e il giorno dopo raccontarono tutto alla polizia. A seguito di un sopralluogo sul posto, inoltre, furono effettivamente trovati un’ogiva di proiettile e due bossoli cal. 7,65, circostanza da cui partirono materialmente le indagini. 

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.