28/02/2017 7.59.03

Miano contrattacca sul suo “caso” politico

La bomba lanciata in Consiglio comunale martedì scorso da Pasquale Dotoli si annunciava chiaramente a deflagrazione lenta, con una velocità proporzionale a quella con cui tutti quelli coinvolti avrebbe tirato fuori carte e argomentazioni sulla posizione politica e tecnica di Angelo Miano, assessore alle Attività produttive e vice presidente di azienda eolica che ha presentato un progetto al Comune di un parco di sette torri da 3 Mw in località San Pietro in Bagno. 
E in effetti gli ultimi giorni sono stati febbrili sull’argomento, e da accuse e difese non si è sottratto nemmeno l’imprenditore che ha raccontato la sua versione dei fatti e soprattutto descritto il suo ruolo nella vicenda, anticipando di non escludere le vie legali verso coloro i quali l’hanno accusato di incompatibilità e conflitto di interessi, anche perché ha precisato che la sua partecipazione a conferenze dei servizi di altre imprese concorrenti era solo in sostituzione del delegato all’Energia Francesco Di Battista.
“Non riesco a capire dove sia l’incompatibilità – ha scritto in una nota – perché il mio compito era solo quello di consegnare il parere del Dirigente tecnico dell’epoca, ivi incluso la richiesta alla Regione di provvedere alla verifica del rispetto di tutti gli obblighi di legge. Preciso, inoltre, che l’unica competenza politica è soltanto quella di chiedere le misure compensative ambientali per il Comune, cosa peraltro mai fatta in precedenza dalle passate amministrazioni, partendo da quella di Dotoli che in questa occasione non ha letto, o meglio, non ha voluto leggere neppure i documenti allegati agli atti”.
Miano ha prodotto una dichiarazione della sua società contenente la disponibilità alla firma della fideiussione in favore del Comune di Lucera, per un valore non inferiore a 50 euro per Kw, e quindi per un totale di un milione e 50 mila euro. 
“Quella che, a detta loro, il dirigente avrebbe smantellato come proposta della società pari a 286 mila euro – ha aggiunto - altro non è che il piano di dismissione dell’impianto a termine operatività, così come previsto dalla Regione. Ovviamente è cosa ben diversa da una proposta di fideiussione, ma evidentemente all’ex sindaco Dotoli (forse perché imbeccato male), e che dovrebbe conoscerle bene, è sfuggita”.
Miano ha rivendicato il corretto comportamento dell’Amministrazione comunale e del sindaco: “In tutte le conferenze di servizi la proposta di fideiussione è sempre stata la stessa, quindi quale sarebbe stato il mio vantaggio? E poi Tutolo è stato corretto nello svolgimento del suo ruolo, poiché in occasione della conferenza della MI.DI. ha firmato direttamente il parere per evitare incompatibilità. Quindi Dotoli ha preso una cantonata – ha concluso - perché in definitiva non esiste nessun dirigente che abbia smantellato tentativi inesistenti di offerte a ribasso dell’importo fideiussorio”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0430s.