01/03/2017 8.07.53

In Via Quaranta, 80 giorni di scavi

La piaga è sempre più sanguinolenta, anche se fortunatamente non si tratta di persone ma di asfalti e basole. Tuttavia resta per ora assolutamente incurabile il male che affligge (non solo) le strade di Lucera, caratterizzate da scarsa o assente manutenzione di competenza comunale, ma anche da un lungo elenco di pessimi ripristini di luoghi da parte di aziende private che hanno necessità di scavare nel sottosuolo. 
Quanto denunciato da Via Quaranta, inoltre, è pure peggio, perché i residenti segnalano un cantiere idrico-fognario aperto da oltre due mesi e non ancora concluso. “La conseguenza è che nelle condizioni climatiche invernali – ha riferito un cittadino a Luceraweb - l'acqua piovana allaga le cantine sottostanti l’edificio. E ovviamente non si capisce chi sia responsabile di questi danni e soprattutto chi li deve pagare”.

Le infiltrazioni nel sottosuolo aperto in Via Quaranta. Sopra un collage di foto della situazione del cantiere

 Questa situazione è se non altro il simbolo di una questione molto più ampia e che praticamente coinvolge l’intera città, anche dopo che gli interventi sono terminati. E non a caso sta assumendo anche una natura legale, perché già da qualche settimana al Comune di Lucera, dove però i rifacimenti promessi restano ancora tali, hanno annunciato lo scontro frontale con enti come Acquedotto pugliese o ditte come Telecom, forse quelle maggiormente attive sui territori tra allacci e riparazioni. Questi due soggetti sono stati destinatari di verbali di contestazione da 848 euro cadauno emessi dalla polizia municipale, proprio per mancato ripristino a regola d’arte del manto stradale. A questo si aggiunge che a Corso Garibaldi hanno deciso di andare oltre, con un incarico tecnico che esegua una specifica ricognizione, base di partenza per un possibile giudizio civile.
Il risultato concreto, al momento, sono invece strade dissestate, buche, fossi e sconnessioni che peraltro sono pure fonti di contenziosi (puntualmente perdenti) per Palazzo Mozzagrugno e quindi per l’intera collettività.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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