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La conoscenza

Vangelo (Mt 4,1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
C’è una nuova opportunità nella nostra vita: 
questo tempo di Quaresima, il primo della tua vita.
Vogliamo provare ad iniziare così?
No, non per buttare, come va tanto di moda oggi, dalla finestra tutti i sentieri percorsi finora. 
Ma per ritrovare il vero inizio: Cristo! 
Il Vangelo ci presenta un incontro dal quale ne scaturisce una “comunicazione”.
Siamo abituati a tanti tipi di comunicazione e non ci chiediamo più la fonte delle comunicazioni, abbiamo dimenticato che dietro ogni messaggio c’è un mittente da accogliere o rigettare.
C’è una comunicazione che diventa strumento utilizzato dal maligno per fare breccia.

“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.”
Forse per qualcuno può essere inaspettato,  ma Gesù viene condotto a questo 
incontro-combattimento (perché tale è), dallo Spirito!

“Il tentatore gli si avvicinò  e gli disse…”
Cristo ci precede sempre, almeno con un paio di migliaia di anni d’anticipo…
Per il cristiano adulto è importante non sfuggire alla comunicazione negativa bensì essere spiritualmente preparato.
Questa “preparazione spirituale”, se così vogliamo chiamarla, ha due livelli fondamentali, gerarchici e  sequenziali, basati sulla “conoscenza”.
La conoscenza di Dio e, alla luce di questa Verità, la conoscenza di sé stessi;
attenzione, invertire i termini di questa “sapienza” diventa malefico. 
Non è la stessa cosa vivere la vita o essere vissuti dalla vita.
Dio non ci vuole in balia di un quotidiano che ci sovrasti,
dove i nostri sforzi umani hanno come obiettivo finale unicamente quello di “restare a galla”.
Ti sembrerà strano ma Dio ha grandi progetti per te che passano per le tue strade quotidiane.
Già, passano per il tuo letto di sofferenza dove non ti pesa solo il soffrire ma anche il far soffrire…;
progetti che  passano per le falle di un matrimonio partito come un Titanic e che ha incontrato un “iceberg” e ora è decisamente inclinato di fianco in attesa di…;
progetti che passano per te figlio di una mamma e di un papà da cui ti sei sempre sentito rifiutato, inadeguato, messo al secondo posto in ogni posto…;
progetti che passano per te mamma o papà di un figlio che è una stella del cielo ma che la luce di questa stella su questa terra non la vuole nessuno…;
progetti che passano per un mondo di sogni beffardamente falliti, che scavano quotidianamente nel tuo cuore dandoti l’amara percezione di una vita che non ha senso vivere;
progetti che passano per i sogni di una vita concretizzatasi, poi, in pochi metri quadrati di una cella da dividere con uno sciagurato come te che, magari, come se non bastasse tutto il resto, non ama lavarsi e inebria i tuoi giorni di una particolare “eau de toelette umana”…
Il demonio conosce bene le nostre storie, sa come tentarci, lui parte dalla nostra conoscenza, da quali sono i nostri bisogni vitali e spirituali e, facendo leva su questi, vuole toglierci la nostra identità, la nostra dignità di figli di Dio… 
Il diavolo tenta Gesù proprio con questa perversa tattica…

“Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane…;
Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto…;
Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai…”

Che infame e schifoso ingannatore, cerca di mettere in dubbio perfino con Gesù il Suo “Essere Figlio di Dio”!
Pensate, semina il dubbio appoggiandosi alla Scrittura.
E vuoi che non lo faccia con me e con te?
E vuoi che non lo faccia con questo nostro mondo? 
Che tentazione profonda, intima, che scende fino all’essenza e tenta di minare l’Intimità con Dio per sostituirla con il diventare dio di sé stessi nel quale si svela poi l’adorare satana.  
Cristo supera le tentazioni con l’obbedienza alla Parola.
C’è un “silenzioso” ma loquace parlarci ininterrotto della Parola di Dio,
delicato, lieve ma presente come la “brezza soave di Elia”.    
Sai, la conoscenza di Dio non ci lascia mai soli.
Le tentazioni, che si mostrano come un “bene” per la nostra vita, vengono svelate e vinte non dalla conoscenza di Dio nell’intelletto ma dalla conoscenza di Dio nell’Obbedienza.
In questa anche Cristo è stato praticante e vincitore. 
Il Vangelo è chiaro:
il male peggiore viene presentato e poi realizzato come il “miglior bene”. 
Se vai a guardare i macelli più grandi della tua vita o quelli che accadono nella società o anche quelli di qualche ministro di Dio, ti accorgerai proprio di questo teorema demoniaco a cui l’uomo dice “sì”:
il male elegantemente agghindato di bene, privato però dell’obbedienza a Dio.
Ogni contesto quotidiano porta in sé due vie.
Una di queste è una nostra fuga personale.
In fondo ogni tentazione ci porta a voler fuggire, a voler scendere dalla nostra sofferenza ontologica.
Il nostro essere in Cristo diviene una vita schiacciata all’ombra della Croce.
E allora cerchiamo di scappare dalla nostra Croce.
L’altra via rappresenta un’altra fuga, non la nostra: 

“Vattene, satana! Sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”
Il nostro essere in Cristo diviene una vita liberata dal male alla Luce della Croce.
Come Chiesa e come singoli saremo veramente liberi di vivere la nostra regalità divina quando condivideremo la sorte del nostro “Consorte”.
Ora possiamo iniziare a parlare veramente della Quaresima come un tempo per molti versi inaspettato, forse mai radicalmente percorso prima;
vivendo nell’Obbedienza alla Parola.
La vita è un dono ricevuto da Dio di cui noi non siamo possessori ma fruitori.
Se la vita è un tuo possesso, il tuo quotidiano diviene un arraffare e nello stesso tempo un elemosinare;
Se la vita è un Dono di Dio, il tuo quotidiano diviene un “donare” e nello stesso tempo un essere figlio e fratello. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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