09/03/2017 0.24.55

Commenti e interrogativi sul processo “Giusy”

Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro novanta giorni, ma a determinare le tre condanne per la morte di Giusy Mucciacciaro, secondo il giudice Rita Curci, sarebbero state alcune carenze di carattere tecnico e informativo. In effetti a Mario Bianchi, proprietario della giostra “Adrenalina X-treme” che oggi risulta confiscata, veniva contestata in particolare la mancata esposizione di informazioni sufficienti circa l’accesso all’attrazione e il non aver impedito alla giovane, vista la sua grande corporatura, di salire a bordo della giostra, anche perché il manuale di utilizzo prevede il divieto “di far salire persone con dimensioni corporee tali da non consentire un uso corretto e confortevole dei dispositivi di sicurezza dei passeggeri”. Durante il processo, il pm aveva poi aggravato la sua posizione, evidenziando la mancata installazione delle paratie laterali in acciaio e plexiglas. Secondo l’accusa, questi accessori sarebbero stati previsti dal manuale d’uso dell’impianto ma senza essere mai stati materialmente predisposti, per cui questa condotta “negligente e imprudente” avrebbe poi causato l’incidente mortale. 
“Siamo molto curiosi di conoscere le motivazioni di questa sentenza che ovviamente non ci soddisfa - ha commentato il suo difensore Giacomo Grasso – anche perché si registra una distribuzione della pena senza distinzioni”. 
A Paolo Tomasoni ed Enrico Paravadelli, invece, i due responsabili delle aziende (oggi in liquidazione) che avevano costruito l’attrazione, veniva invece contestata nello specifico la mancata realizzazione e consegna dei pannelli laterali all’acquirente e proprietario della giostra, pur essendo previsti nel progetto redatto dall’ingegner Sante Cavicchini, anch’egli imputato nel processo ma morto nel 2014 durante il suo svolgimento.

Giusy Mucciacciaro

Per una fatale coincidenza, Giusy Mucciacciaro sedeva proprio nel primo posto a sinistra della fila di 22 seggiolini che si muovevano lateralmente a grande velocità, prima di essere sbalzata per sei metri e trovare la morte dopo poche ore. 
“Siamo soddisfatti perché sono state accolte le nostre richieste - è la posizione dell'avvocato Vincenzo Palumbo che rappresentava la famiglia della ragazza come parte civile - e per il riconoscimento delle responsabilità. Importante ci sembra anche la confisca della giostra. Ora promuoveremo azione di risarcimento”.
In effetti la provvisionale di 40 mila euro disposta del giudice rappresenta solo una prima somma rispetto a una quantificazione più precisa da stabilirsi eventualmente nell’ambito di un processo civile. 

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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