14/03/2017 7.09.00

Le grane economiche del Contratto di Quartiere

Iniziata un anno e mezzo fa con delle diffide finora risultate vane, la resa dei conti tra Comune di Lucera e soggetti coinvolti nel Contratto di Quartiere fa registrare un innalzamento della contesa, visto che la Giunta Tutolo ha avviato una doppia azione legale: una nei confronti degli otto soggetti attuatori che hanno realizzato lotti abitativi e un’altra nei confronti delle compagnie assicurative che hanno rilasciato le rispettive fideiussioni a copertura dei maggiori costi di esproprio dei terreni. 
Nel secondo caso sono stati disposti dei veri e propri decreti ingiuntivi (per un totale di 680 mila euro), mentre per le imprese locali si tratta di altrettanti ricorsi per condanna al pagamento della somma di denaro invocata da Palazzo Mozzagrugno.
La questione è semplice nella sua complessità: il Comune di Lucera finora ha sostenuto oneri espropriativi enormemente più alti di quanto stipulato nella convenzione prevista con i soggetti attuatori, a causa delle sentenze giudiziarie della Corte di Appello che nel frattempo hanno portato il prezzo dei suoli fino a 125 euro a metro quadro. I privati hanno pagato 35 euro, e fino a 68 (costo massimo considerato all’epoca) hanno prodotto una fideiussione che però il Comune non riesce ancora a incassare. 
Da qui la doppia strada giudiziaria intrapresa, senza contare che si tratta solo di una parte del buco economico che si è chiaramente aperto, perché c’è ovviamente da coprire pure il divario con i 57 euro non previsti in alcun modo: questa cifra in sovrappiù, moltiplicata per i circa 53 mila metri espropriati, ammonta a circa tre milioni di euro che al momento sono a carico di Palazzo Mozzagrugno, e quindi dell’intera collettività.
L’Amministrazione comunale ritiene che a coprire la differenza debbano essere sempre i soggetti attuatori (o in subordine gli acquirenti delle case), ossia le aziende edilizie che finora hanno realizzato e venduto gli appartamenti al prezzo convenzionato di 1.350 euro a metro quadro, mentre le imprese hanno già fatto sapere di non dover dare più nulla, oltre quei 68 euro coperti da una fideiussione che però l’ente ancora non riesce a riscuotere.
Da Corso Garibaldi hanno già calcolato somme di circa 20 mila euro a singola abitazione, ma senza riscontrare disponibilità dalla controparte. E’ quindi sempre più evidente il formarsi di un altro caso molto simile a quello che già centinaia di residenti della zona 167 stanno affrontando da circa 30 anni per i conguagli economici per l’acquisizione dei terreni, anche se per questa vicenda la sentenza di primo grado degli oltre 1.300 ricorrenti è ormai attesa a giorni, dopo la chiusura del processo del 16 gennaio scorso.

Riccardo Zingaro

Aggiornamento ore 11.30 
I soggetti attuatori fanno sapere di essere gli unici coinvolti nel contenzioso con il Comune di Lucera, e quindi i proprietari dei singoli appartamenti sono esentati da qualsiasi eventuale successivo versamento, così come previsto dalla convenzione che stabiliva il tetto massimo di acquisto senza alcun altro obbligo economico. (Luceraweb)

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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