12/03/2017 22.11.41

L’ospedale Lastaria “torna” a San Severo

Con l’approvazione del Regolamento regionale del riordino sanitario pugliese, dopo che il documento è passato anche al vaglio del Governo nazionale, è stata sostanzialmente messa la parola fine alle disposizioni che riguardano la geografia dei presidi sul territorio, la loro capacità ricettiva e la distribuzione di offerta sanitaria e assistenza.
Rispetto a quanto stabilito in precedenza, c’è ancora una novità per l’ospedale Lastaria di Lucera che praticamente “torna” a essere connesso funzionalmente al Masselli-Mascia di San Severo. A dicembre scorso era stato associato agli Ospedali Riuniti di Foggia dove in realtà non si è mai collegato. In effetti quella decisione aveva fatto registrare parecchie perplessità tra il personale sanitario e dirigenziale dei territorio, perché definita di difficile attuazione vista la natura diversa del policlinico foggiano che è azienda ospedaliera autonoma e per di più a carattere universitario. Non è escluso, in effetti, che a pesare sulla nuova modifica sia intervenuta propria una componente “politico-sanitaria”, portatrice di argomentazioni tecniche e logistiche tali da far tornare tutto come era all’indomani della soppressione del Lastaria che resta comunque unico presidio pugliese di “area particolarmente disagiata”. 
Per il resto viene confermato tutto, nel bene e nel male. 
In negativo c’è l’ulteriore ridimensionamento del pronto soccorso, destinato a diventare entro fine anno un “punto di primo intervento”, di fatto una postazione medicalizzata dal 118, più che altro pronta a trasportare a Foggia o a San Severo i pazienti bisognosi di interventi di urgenza. Evidentemente non sono bastati gli oltre 11 mila accessi annui (30 quotidiani) per lasciarlo in vita nella configurazione attuale e a servizio di un bacino di utenza di decine di migliaia di persone, quindi anche in grado di allentare la pressione su quello del capoluogo in cui affluiscono in media 170 persone al giorno
In positivo c’è l’aumento di 20 posti letto destinati alla Lungodegenza, con l’innalzamento a 46 in cui figurano altrettanti di Medicina generale (8 in più) e 6 di Chirurgia polispecialistica. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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