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La superbia del cuore

In questi giorni della settimana santa, accompagnando Gesù, nasce la domanda: ma perché tutto questo calvario? Gesù mostra la passione di Dio e la passione dell’uomo e di ogni creatura, che geme e soffre le doglie del parto. Gesù ha affrontato la superbia del cuore. Cos’è la superbia?

«La superbia è come la regina di tutti i vizi. Essa è il desiderio, la brama disordinata di una eccellenza a cui si debba onore e rispetto. I santi Padri prendono la superbia sotto tre aspetti.

Anzitutto intendono l’inclinazione a sopraelevarsi che è connaturale all’uomo per la corruzione della sua natura decaduta. Sotto questo aspetto la superbia è la radice di ogni peccato, perché la parte inferiore dell’uomo senza il freno della giustizia originale, è come una bestia selvaggia portata dalla violenza dei suoi istinti a ogni sorta di eccessi, come purtroppo possiamo constatare giornalmente.

In secondo luogo ritengono la superbia come una rivolta contro la legge, oppure come un appetito disordinato di eccellenza in ogni genere di cose. In questo senso la superbia è un peccato generale che entra in tutti gli altri peccati.

Infine la concepiscono […] come appetito di un’eccellenza a cui si debba rispetto. In questo senso la superbia è uno dei sette vizi capitali.

Noi la prendiamo sotto quest’ultimo aspetto, e […], notiamo anzitutto che prerogativa di questo vizio è di indurre gli uomini a pensare di sé più di quello che sono. Di natura sua l’intelletto si porta dove s’incentrano gli affetti, e siccome il cuore è dominato dall’appetito della propria eccellenza, l’intelletto accetta facilmente quello che il cuore desidera: ecco quindi il superbo credere di sé cose degne di onore e pretendere di aver diritto all’omaggio altrui» (Giovanni di Gesù Maria, Istruzione ai novizi, Postulazione Generale dei Carmelitani Scalzi, Roma 1961, 205-207). Non lasciamoci rubare il vero Dio, Dio-con-noi.

Leonardo Catalano

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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