09/04/2017 20.44.20

Il Castello 2.0 secondo tre lucerini

Anche la cultura si fa digitale. È pronto a nascere Ario, l'applicativo che vuole operare una rivoluzione nel concetto di visita guidata. Il progetto risulta tra i vincitori del bando Pin, Pugliesi innovativi, lo strumento con il quale la Regione Puglia finanzia idee innovative con cui fare impresa. Ario è stato proposto da tre giovani di Lucera, Domenico Bevere, Biagio De Maso e Paolo Mainieri. Attraverso la realtà aumentata e con l’uso di un dispositivo mobile, come un tablet, è possibile ricreare e mostrare lo stato dei luoghi storico-culturali come si sono presentati nelle diverse fasi storiche. 
“La nostra idea è, da una parte, valorizzare il patrimonio, diffondendone la conoscenza, e dall’altra proporre un metodo di fruizione esperienziale - spiega Biagio De Maso – e l'obiettivo del nostro piano è far aumentare il numero di visitatori nei siti di interesse storico-culturale. Stiamo facendo un progetto pilota per il castello di Lucera, ma una volta realizzato il programma, lo si potrà utilizzare all’interno di qualsiasi monumento, museo o area archeologica. Oggi il visitatore cammina guardando e magari ascoltando una guida, senza essere parte attiva. L’idea è quella di innovare il concetto classico di visita turistica”. Con Ario si potrà camminare nel sito vedendone in tempo reale lo stato attuale, ma anche, attraverso un dispositivo, una ricostruzione 3d di com’è stato il luogo nelle diverse epoche storiche, ovviamente supportata da studi scientifici. Con la realtà aumentata ci si potrebbe anche immergere in atmosfere dell’epoca con la ricostruzione di particolari avvenimenti storici o scene di vita quotidiana.
Per fare questo, i tre hanno messo insieme le proprie competenze professionali in campo informatico, economico, studi umanistici e comunicazione. Un’altra fase centrale nel progetto è lo sviluppo del gaming, che favorirà l’interazione tra i potenziali visitatori. 
“Il gaming si sta sviluppando molto negli ultimi anni. Abbiamo pensato che potesse essere utilizzato anche per i siti culturali – ha aggiunto Paolo Mainieri – per cui vorremmo creare dei giochi interattivi con cui spostarsi alla scoperta del monumento. Oppure, qualora in uno stesso territorio Ario sia attivo su più siti, permettere l'interazione tra di essi. In questo modo i visitatori possono essere incentivati, oltre che dalla bellezza di ciò che stanno vedendo, anche dallo stimolo all'interazione”. 
Per l’applicativo verranno utilizzate tecnologie all'avanguardia. Programmi simili finora sono stati sviluppati negli Usa e a Singapore. 
Il bando Pin è pensato per giovani dai 18 ai 35 anni. L’avvio delle startup è finalizzato a creare opportunità di lavoro sul territorio, partendo da idee di innovazione sociale, culturale, tecnologica. Il finanziamento massimo concesso dalla Regione è di 30 mila euro a progetto. 
“Pensiamo che unendo le nostre competenze in diversi settori si possano avviare una serie di attività. L’applicativo può essere utilizzato con ampi margini di sviluppo. L’idea di base è lanciarlo per la crescita del settore culturale. Ma la stessa tecnologia può essere usata anche in altri campi. Siamo felici di avere un’opportunità per creare lavoro autonomo – hanno concluso i tre – e se il progetto prenderà piede, oltre a fare impresa sul territorio, sarà bello fare qualcosa per la nostra città, per accrescere il flusso turistico in questi luoghi, fare qualcosa che possa servire alla realtà che ci appartiene”.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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