11/04/2017 11.13.40

Battuta d’arresto per il processo ad Amorico

Dopo tre anni, è ricominciato praticamente daccapo il processo a carico di Beniamino Amorico, comandante della polizia municipale che deve rispondere del reato di truffa nei confronti del Comune di Lucera. A determinare la battuta d’arresto c’è stata la sostituzione del giudice monocratico del tribunale di Foggia. La circostanza ha provocato una conseguente verifica delle testimonianze finora rese nel dibattimento, sebbene mancassero comunque quelle proposte dalla difesa. A questo punto saranno almeno una decine le persone ancora da ascoltare, prima della requisitoria del pubblico ministero e delle arringhe degli avvocati. 
Amorico era stato rinviato a giudizio a febbraio 2014 e pochi giorni dopo, nell’ambito della stessa inchiesta della procura, era stato prosciolto da quella di falso. I due svolgimenti erano accomunati dalla stessa vicenda, ossia la richiesta di un permesso automobilistico che il maggiore dei vigili aveva chiesto al Comune di Foggia, città in cui risiedeva. 
La contestazione riguarda il comportamento tenuto sul lavoro da parte dell’imputato, tanto che il Comune di Lucera si è costituito parte civile e rappresentato dall’avvocato Vincenzo Scarano. In mezzo ci sono finite dichiarazioni e certificati medici attestanti le condizioni di salute di Amorico, difeso dall’avvocato Giuseppe Bizzarri, ma anche tabulati con orari di ingresso e uscita dal lavoro del comandante il giorno 12 dicembre 2010.
Nel processo è coinvolta anche una persona stretta familiare del maggiore, a sua volta accusata di favoreggiamento.
Amorico figura come imputato anche nel più noto processo scaturito dalla gara d’appalto per i parcheggi a pagamento, anch’esso iniziato del 2014. Assieme al comandante sono alla sbarra altre due persone: Marco Damiano, titolare della Parking di Foggia alla quale venne affidato l’appalto triennale poi rescisso, e il direttore generale dell’Aci di Foggia Nunzio Tarantino. Le accuse sono a vario titolo di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso ideologico. 
Anche in questo procedimento il Comune di Lucera si è costituito parte civile. 

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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