18/04/2017 19.17.55

Scatta la solidarietà per le maestre ai domiciliari

Quella delle quattro maestre di Biccari finite ai domiciliari sabato scorso, alla vigilia di Pasqua, sembra, purtroppo, uguale alle altre vicende di maltrattamenti nei confronti di alunni che si verificano un po’ in tutta Italia.
Anche in questo caso, altre alla denuncia di uno dei genitori, ci sono le telecamere a riprendere e registrare quanto avrebbero commesso le quattro insegnanti, con gli inquirenti che per evitare il proseguire dei comportamenti “intollerabili” hanno deciso di intervenire.  
Anche la scuola Roseti di Biccari è stata definita, come altre prima di lei, un “lager” o “primaria degli orrori”, e le maestre descritte come aguzzine che avrebbero fatto ricorso a botte e minacce, oltre che a insulti e umiliazioni verso almeno sei bambini delle elementari.
Eppure qualcosa di diverso in questa brutta vicenda, che ha conquistato la ribalta nazionale, c’è ed è molto rilevante: alcune mamme, sin dal giorno degli arresti hanno affisso alcuni cartelloni esprimendo solidarietà alle insegnanti, tre dei Monti dauni e una lucerina. 
La pioggia delle ultime ore li ha staccati e scoloriti, ma c’erano e, anzi, si parlerebbe adesso anche di una raccolta di firme quale sostegno alle quattro donne.
“Vi vogliamo bene”, “I nostri bimbi sono sereni e tranquilli”, “La nostra scuola non è un lager”. Sono alcune delle frasi riportate su quei cartelli scritti a mano in cui si fa appello alla “buona educazione” e si punta il dito contro il “bullismo”. 
Già, perché un genitore ha raccontato a Luceraweb che ci sarebbe da guardare gli avvenimenti anche da un altro punto di vista, o almeno bisognerebbe allargare la visuale.
Lo sconcerto e lo sdegno per quanto emerso dai racconti degli investigatori rappresenterebbe solo una parte dello scenario e questo spiegherebbe, secondo questo genitore, perché un gruppo di mamme di bambini che frequentano quella scuola si stia mobilitando a favore delle insegnanti. Anche perché c’è un risvolto didattico concreto: al momento i bambini della seconda classe sono rimasti praticamente senza insegnanti.

“Noi abbiamo la sensazione che le maestre siano esasperate dal comportamento di un paio di bambini che sappiamo non siano molto gestibili”, racconta una mamma. “Questa situazione sicuramente andava avanti da tempo – aggiunge - e forse da qui sono poi nati i comportamenti denunciati. Non abbiamo visto le immagini e non sappiamo cosa sia accaduto davvero, ma moltissime mamme non hanno mai avuto nulla da ridire sulla condotta professionale delle maestre. Naturalmente sarò la prima a ricredermi in caso di accertamento dei fatti contestati”.
E il punto è questo: all’infuori degli inquirenti nessuno ha visionato i video che riprenderebbero i maltrattamenti, e, poiché le immagini sarebbero troppo forti, si è ritenuto opportuno non diffonderle. Quindi alcune mamme si direbbero pronte a difendere le insegnanti, sempre che poi non si scopra che anche i propri figli siano delle vittime, perché allora le cose cambierebbero. 
“Sarà la giustizia a fare chiarezza”, commenta un’altra.
Eppure, non si nega quanto evidenziato dalle indagini e cioè la migrazione di alcuni alunni verso altre scuole dall’inizio di questo anno scolastico, segnale che qualcosa di quanto accadesse nelle aule forse si vociferava da tempo. 
Resta il fatto che, sulla base delle registrazioni audio e video, nell’ordinanza emessa dal gip di Foggia si parla di “indole malvagia delle prevenute, espressa dagli schiaffi diretti in modo plateale al volto dei loro alunni, e da gesti umilianti” a cui sarebbero stati sottoposti più volte le piccole vittime.

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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