21/04/2017 18.21.20

La pace è desiderio di tutti

Vangelo (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“…venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi!”
Eccoci direttamente introdotti nel cuore della Pasqua;
Eccoci al centro della nostra esistenza, non solo personale ma direi, senza paura di essere smentito, universale.
E’ un bisogno fondamentale dell’uomo e dell’umanità, in ogni sua dimensione e ambito, che ha come fonte Cristo. Vorrei parlare di questo delicato anelito che ognuno di noi ha nell’anima, a volte come un disperato grido di rivalsa nei confronti della vita: Pace nei miei giorni.       
A questo intimo desiderio, lasciatemelo dire con molta forza, è legata la nostra felicità.
Credetemi, questa pace è ricercata da ogni essere vivente, a prescindere dalla condizione economica, la fede religiosa, lo stato di salute. Spesso però è ricercata nei modi e nei posti sbagliati.  
Sapete, c’è quell’assurdo detto che ammaestra la storia dell’umanità: “Se vuoi la pace preparati alla guerra…”  
E’ l’ignobile menzogna del menzognero presentarci questa soluzione.
Quante pagine amare ed infami della storia (anche personale) sono state scritte seguendo questa traccia di morte. Nessuna pace al mondo si costruirà con la violenza e l’imposizione seppur solo ideologica;
è la “storia” stessa  che ce lo ricorda, senza ombra di smentite.  
Cristo sa che noi ne abbiamo bisogno. E Lui ci presenta la Sua Strada:

“…venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco..”
Sono i segni della cattiveria umana sul Suo Corpo.
Sono i segni dei miei e tuoi tradimenti quotidiani;
delle mie e tue indifferenze e “lavature di mani” quotidiane;
delle mie e tue ingiustizie quotidiane;
dei miei e tuoi rinnegamenti alla Verità quotidiani;
delle mie e tue “eleganti e diplomatiche” violenze quotidiane 
della mia e tua ricerca perversa della gioia
e, non ti scandalizzare, del mio e tuo pensare di “possedere” Dio. 
Questi segni concreti sul Corpo di Gesù non hanno prodotto “vendetta e punizione” da parte di Dio ma AMORE.
C’è la Pace che passa attraverso l’Amore della Croce;
l’amore della donazione totale;
l’Amore della perdita dell’esclusiva propria dimensione terrena non mortificandola e facendola a brandelli nell’obbligo religioso ma elevandola nell’incrocio del terreno con il divino: l’Incrocio dell’Amore della Croce. Questo amore vuole entrare nelle pagine dei nostri quotidiani:
con tua moglie; con tuo marito; con i tuoi figli; con il tuo collega d’ufficio; con i tuoi “programmi di governo”; con il tuo datore di lavoro; con i tuoi operai; con i tuoi pazienti; con i tuoi vicini di casa; con i tuoi parrocchiani; con la tua malattia; con i tuoi nemici!
Cristo dona la Pace;
chi sei tu per interrompere questo Amore che… 
 
“Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi.”
Sai, sei mandato da Cristo all’umanità come Cristo per Amore è stato mandato dal Padre.
No, non c’è condizione al mondo che ci esenti dal portare Amore.
Anche se siamo stati traditi dai nostri più cari affetti;
Anche se siamo stati venduti dai nostri più sinceri amici;
Anche se siamo stati umiliati e sputacchiati nella nostra vocazione;
Anche se siamo stati messi in croce dalla malattia e obbligati a dipendere dagli altri pure per un sorso d’acqua…
Hai ricevuto il “Soffio della Vita” dall’Unico Datore della vita.

“Dopo aver detto questo, alitò su di loro…"
Cristo “Alita” sulla tua morte e la trasforma in vita. Ogni nostra situazione di vita in Cristo genera vita; ogni situazione di vita nel demonio genera morte.
Se vuoi capire con molta chiarezza da chi ricevi il respiro guarda la tua vita, la vita intorno a te.
Se il tuo passaggio genera discordie, divisioni, impurità, egoismi, sopraffazioni… 
Da chi ricevi l’alito di vita?
Potresti arrivare a pensare che questo Amore è per ambienti circoscritti;
che quando esci fuori dal protetto “cenacolo” e ti scontri con il mondo…
E, ti devi adeguare! Nascono i tanti ragionevoli dubbi con i quali condanniamo Cristo, come un pio a volte ingenuo e utopico idealista, relegandolo ad una fede recitata a soggetto in ambiti parrocchiali. Tommaso non era con i suoi amici, era fuori, quando Gesù mostra i segni della vita.
E riporta non solo i suoi dubbi ma anche quelli di tutto il mondo “fuori”.
Ti offendi se ti dico che forse è latore anche della nostra incredulità?         
Come vengono dissolti tutte le incredulità del Tommaso che è in noi?

“Poi disse a Tommaso: Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”
Nel mettere la propria “mano” nei segni della morte sconfitta dalla Vittoria della Croce.
Questi, e lo dico per esperienza personale quotidiana, sono i segni che ancora oggi sono la fonte della fede. Mettere le mani nella sofferenza e non sbattere la faccia contro la morte…
Ma incontrarti con la gioia della vita, della vita che non ha mai fine, la vita in Cristo.
E’ qui che la mia anima ha presente il volto concreto di alcuni fratelli “altri Cristo” che mi invitano a …
“Michele, metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato…” 
A vivere la fede come un Rendimento di Grazie quotidiano a Cristo per il Suo volermi unito a Lui,
in tutto,
senza limiti e compartimenti stagni.
Segni che anche noi, con la nostra vita di tutti i giorni, siamo chiamati a dare.
La missione della Chiesa e di ogni cristiano è mostrare che la propria morte viene sconfitta in Cristo. In ogni tempo continuano a nascere tanti “Tommaso” che chiederanno di vedere, di toccare…
Questi uomini, nostri fratelli, avranno la possibilità di abbracciare e credere in Cristo solo se incontreranno dei cristiani con il coraggio quotidiano di mostrare i segni sul proprio corpo di Cristo Risorto. 
Magari c’è un “Tommaso” che aspetta in ufficio, a casa, persino nella tua parrocchia…. 
Scusa, mi permetti di guardare le tue mani e il tuo costato…?
Tutta la nostra vita è di Cristo…   

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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