20/05/2017 0.00.12

Il rinnovamento interiore/6

Quante volte ho sperimentato che una cosa è pensare a Dio e alle cose a Lui legate, un’altra cosa è fare esperienza di Dio, del Dio vivente. Gesù è il volto del Padre. L’esperienza della vita di Gesù è un modello per ciascuno di noi. Il compimento della sua vita è avvenuto nello spogliamento della croce. Lì è avvenuta la massima manifestazione del Dio vivente. «Quando l’anima si dispone (come avviene allorché allontana da sé ogni velo e macchia di creatura, tenendo la propria volontà perfettamente unita a quella di Dio, poiché amare Dio vuol dire cercare di spogliarsi e denudarsi per il Signore di tutto ciò che non è Lui) viene subito illuminata e trasformata in Dio, il quale le comunica il proprio essere soprannaturale in tal modo da sembrare che ella sia Lui e possieda quel che Egli possiede. Quando il Signore elargisce all’anima questa grazia soprannaturale avviene un’unione tale che le cose che appartengono a Dio e l’anima diventano un’unica cosa in trasformazione partecipante. L’anima allora sembra più Dio che anima ed è anzi Dio per partecipazione, tuttavia, quantunque trasformata, ella mantiene la propria natura distinta da quella divina, come prima, simile in ciò alla vetrata la quale, pur essendo illuminata, rimane per natura distinta dal raggio che la colpisce» (Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo, in Opere, Edizioni OCD, Roma 2012, 2,5,5-7).

Non lasciamoci rubare la trasformazione partecipante.


Leonardo Catalano

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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