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Poche chiacchiere. Tutti i giorni

Vangelo (Gv 14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti…”
Con molta sincerità, non per togliervi dal cuore delle belle immagini ideali del nostro essere cristiani ma, se non osserviamo i comandamenti di Cristo… non siamo di Cristo.
E Gesù non si riferisce solo ai dieci comandamenti; questi sono l’inizio. Lui va ben oltre.
Il Comandamento dell’Amore.
Quando parliamo d’amore intendiamo spesso molte cose, lo personalizziamo a nostro piacimento fino a ridurlo a volte ad uno squallido sepolcro di vita. Quante bassezze riesce a commettere l’uomo catalogandole poi come “fatte per amore”. 
Per amore si toglie la dignità; si uccide; si violenta; si diventa indifferenti verso il prossimo. 
Ma tutto questo non c’entra niente con l’Amore di Dio. Il cuore dell’Amore cristiano è la donazione.
Ritengo sia inutile parlare di grandi segni del cristianesimo se non ci riappropriamo dei segni quotidiani dell’amore di Dio. Scendere nei nostri piccoli vissuti quotidiani e poi portare questa notizia nuova al mondo. Dove voglio andare a parare?
Se non trasmettiamo Cristo nelle nostre famiglie non troveremo più Cristo nella società.
Il mondo non vede Dio; il cristiano sì!
La “scuola” per eccellenza dei cristiani è la famiglia. Non possiamo “delegare” la trasmissione della fede ai sacerdoti e alle parrocchie. Il demonio è un catechista furbo: per abbattere la Chiesa, colpisce le famiglie. 
Se ai nostri figli non insegniamo con i fatti che amare significa donarsi, loro impareranno dal mondo cosa significa amare…
Al cristiano Cristo fa un dono straordinario:

“Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce”.
Il mondo non Lo conosce; il cristiano sì.
Di fronte a questa conoscenza io e te abbiamo delle responsabilità, non possiamo abdicare, rinunciare ad essere di Cristo. Ripensiamo al nostro essere “Chiesa” come una grande famiglia di famiglie radunate dallo Spirito di Dio. E come famiglie dobbiamo dare segno della presenza divina nel mondo. C’è una santità che bussa alle porte del nostro quotidiano, nel semplice vivere la vita di tutti i giorni in Cristo. 
E’ la vera santità. Ed è la testimonianza più penetrante per il mondo.
Come cristiani dobbiamo scrollarci di dosso anche quegli atteggiamenti che, pur sembrando consueti, diventano un “cancro” per la nostra società.
Il cristiano non è omertoso; dice la verità; non paga (e non chiede chiaramente) tangenti o pizzo; scuote le mani e non accetta favori; sul posto di lavoro, qualsiasi esso sia, è di esempio; quando guida rispetta la propria vita e quella del prossimo; rispetta la natura come un dono di tutti gli uomini; quando vede il male non “gira la faccia dall’altra parte”. 
L’elenco si potrebbe fare lungo di decine di pagine della nostra vita...
Altra cosa da riscoprire è il senso della gioia della vita in Cristo.
E’ consolidata, a volte non a torto, l’idea che la vita del cristiano sia grigia, piatta, che sa di luoghi chiusi… Qui noi cristiani adulti dobbiamo fare un esame di coscienza e rivedere il nostro modo di rapportarci ai bambini, ai ragazzi ed ai giovani, di come trasmettiamo loro la fede.
Partendo dal presupposto che il Vangelo è il Lieto Annuncio…
No, certo non stravolgendo la catechesi, anzi.
Ma divenendo noi adulti per primi testimoni della gioia! 
Ed infine, nel farmi compagno di viaggio con tanti fratelli, riscopro questo:
il bisogno di sentirsi parte di un corpo.
Questo bisogno a volte si manifesta nella necessità di essere semplicemente ascoltati.
Di conseguenza il cristiano è anche l’uomo dell’ascolto:
si diviene consolatori per mandato del Consolatore…  
Quanta aridità di buoni ascoltatori c’è intorno a noi!
Mi rendo conto che una parola buona messa nel cuore di un uomo al momento giusto può evitare tanto male. 
Nel mio ministero ascolto il mio prossimo, sempre.
Credetemi, il consiglio cristiano è importante a volte come una mano tesa ad un uomo che sta per annegare. Negare questa carità è gravissimo!
Combattere la fretta e la superficialità che ci sembrano delle scelte necessarie in questo mondo ma che in realtà divengono delle gravi colpe. Cristo si è sempre fermato davanti all’uomo sofferente;
si è fermato anche e soprattutto con l’uomo ingannato dal peccato.
Anche noi dobbiamo fare così.
Cari fratelli, come vedete la vita nello Spirito Santo è in totale contrapposizione alla vita secondo la carne. Ma… 

“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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