28/06/2017 16.10.33

I dubbi e le certezze sui migranti

La questione dei migranti è di grande attualità ma la confusione è ancora molto diffusa. A tal proposito, la sezione lucerina dell'Associazione Nazionale Partigiani d’Italia prova a dare qualche occasione di chiarezza, dando appuntamento per giovedì 29 giugno alle 19 alla sala della Croce Blu in Viale Aldo Moro.
“Gli Immigrati, una risorsa per i territori. Dubbi e certezze” è il titolo di un incontro a cui prenderanno parte Daniele Calamita (segretario Provinciale CGIL), Domenico Rizzi (Segretario Provinciale ARCI), Padre Pio Finizio, Scalabriniano, Direttore Ufficio Migrantes diocesi Manfredonia, Vieste, San Giovani Rotondo.
La  congregazione scalabriniana nacque nel 1887 in America per assistere gli italiani emigrati che in quegli anni attraversavano l’oceano per trovare condizioni di vita più dignitose di quelle che lasciavano nei propri paesi di provenienza.

E proprio Calamita, con la Cgil, qualche dato lo ha fornito per la Capitanata, sfatando in parte delle credenze comuni. 
"In Provincia di Foggia - si legge in uno studio - i migranti censiti e residenti nel 2015 ammontavano a 25.965 su una popolazione totale di 630.851 pari al 4,1% della popolazione. Dal 2014 al 2015 si è avuta una perdita netta di residenti pari a -2.988 ed un saldo nascite/morti pari a -1.014, nonostante ci sia stato un’incremento di 1.362 migranti residenti. Se si considera che 4.388 sono i migranti residenti al di sotto dei 14 anni, emerge che molti plessi scolastici riescono a garantire le classi anche grazie a questa presenza. Il Comune con una maggiore incidenza percentuale di cittadini migranti è quello di Stornara, dove i migranti rappresentano il 15,26 % della popolazione con 876 cittadini migranti su 5742 cittadini totali residenti; seguono Zapponeta (12,22%), Stornarella (12,19%) e Carapelle (11,48%), mentre il Comune con minore presenza censita è quello di Roseto Valfortore dove la presenza di cittadini migranti e pressoché inesistente, infatti rappresentano lo 0,56% del totale dei cittadini residenti (6 su 1074). I migranti in Provincia di Foggia sono impiegati prevalentemente in lavori non qualificati come agricoli, edili (in minor misura) e di assistenza alle persone anziane, l’auto impiego è ancora pressoché assente. Se si riuscisse a quantificare con precisione la portata economica dei versamenti contributi e fiscali, ci si renderà conto di quanto i migranti incidano sulla tenuto della status sociale del paese e del territorio, considerando che i dati sono fortemente sottostimati e non esaustivi, basti vedere che il totale dei migranti residenti è di 25.965 e gli iscritti negli elenchi anagrafici è di 21.869. Se si tiene in considerazione il dato dei soli contributi previdenziali versati dai non aventi diritto a prestazioni assistenziali (€ 1.363.845) e si considera una pensione media di 14.000 annui (€ 1.000 su 14 mensilità) il conto è fatto, con i contributi previdenziali dei migranti in Provincia di Foggia si pagano 98 pensioni/annue. E se in aggiunta si considera che solo una piccolissima parte dei migranti percepirà una pensione futura ci si rende conto come l’incidenza dei migranti sulle economie nazionali siano consistenti. Le spese del Welfare si concentrano nelle fasce di età fra 0 e 14 anni e nelle fasce oltre i 65 anni, se si considerano i dati dei migranti per fascia d’età; i migranti oltre i 65 anni in Provincia di Foggia sono 509 su un totale di 128.355 pari allo 0,39% ed i minori di 14 anni sono 4.388 su un totale di 92.079 pari al 4,76%. Tra i richiedenti asilo Foggia rappresenta il terzo Centro di Accoglienza per grandezza. Potrebbe ospitare 636 persone ma difficilmente va sotto i 1.000, se si considera che un ospite può permanere massimo 90 giorni (3 mesi) e se si considera pertanto 4 ricambi annui, i migranti ospitati si attestano sui 4.000 annui, persone che generalmente ottenuto il nulla osta non permangono per più di due mesi sul territorio di Capitanata e diventano facilmente braccia per i caporali. In Capitanata, oltre a quelli dei CARA, la rimanenza dei migranti vive o in casolari abbandonati o in ghetti o in case in fitto (gli stanziali) che contribuiscono con le varie tassazioni a mantenere in vita lo status sociale. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno (45 per i minori) che non finiscono in tasca ai migranti ma vengono erogati agli enti gestori dei centri e servono a coprire le spese di gestione e manutenzione, ma anche a pagare lo stipendio degli operatori che ci lavorano. Della somma complessiva solo 2,5 euro in media, il cosiddetto “pocket money”, è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane (dalle ricariche telefoniche alle sigarette)". 

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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