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Perdere e trovare

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Che Parola dura viene a donarci Gesù. Sembrerebbe che in questo brano Gesù ci inviti a disinteressarci dei nostri cari. Bè, conosco tante persone che una interpretazione del genere di questo Vangelo (disinteressarsi della cura dei genitori o figli) farebbe molto piacere, cancellerebbe dalla loro vita un grave peccato che consiste nel non prendersi cura delle persone più vicine che Dio ci ha affidato.    
Facciamo chiarezza, è meglio. Gesù in questo Vangelo ci mette davanti una realtà per il cristiano: Dio prima di ogni affetto o interesse della vita! Badate, non è una Parola rivolta solo ai sacerdoti, è una Parola per ogni cristiano! La  scelta di Gesù viene prima di tutto. Se Gesù ci chiede di metterlo al primo posto rispetto agli affetti più cari, immaginate rispetto ad altre realtà…  
Tanto per fare qualche esempio concreto… Dio prima del denaro! Questo versetto ci apre la mente ed il cuore ai versetti che seguono: 

Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Trovare la vita in Cristo significa molte volte perdere la vita per le cose del mondo. Il cristiano sente l’urgenza di riconoscere Gesù nel prossimo, di accogliere il Volto di Dio nel corpo di coloro che incontriamo nelle nostre strade di tutti i giorni. Capite come è attuale questa Parola? Perdere la propria vita per Gesù significa rinunciare anche ai propri interessi. Già, non c’è più nessuno che ci ricordi che amare non significa donare il superfluo, quello che hai da gettare delle cose inutili della tua vita. 
Mi spiego meglio, il cristiano non è un volontario ad ore, qualche ora alla settimana, orari di apertura di una parrocchia, a casa sei cristiano e sul posto di lavoro sei un menefreghista… 
No, il cristiano perde continuamente la sua vita per amore di Gesù. Certo questa è l’epoca dei cristiani ad ore… fatti i riti e le varie celebrazioni dopo si ritorna ad essere uomini del mondo… 
Cristo che entra e esce dalla nostra vita: che ipocrisia!    
L’ultima parte del Vangelo ci invita a riflettere a come comportarci con i profeti…
Profeti intesi come coloro che annunciano il Vangelo, non solo a parole ma con la vita. Ebbene il cristiano accoglie i profeti di Dio con onore, con tenerezza e affetto. Quando il Signore ti dona la Grazia di incontrare un vero profeta siamo chiamati ad onorare questi uomini. La mia mente va ai tanti sacerdoti che spendono la loro esistenza, le loro forze fisiche, le proprie risorse economiche, ogni cosa delle proprie esistenze per Gesù. Ci sono tanti sacerdoti e tanti cristiani che con il loro vivere ti fanno vedere Dio… 

Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.
Nessun servilismo, nessun girare intorno per adulare… ma semplicemente sentire Cristo che si manifesta nel dire e nel fare di questi uomini. 
Parola di Gesù abbastanza chiara….   

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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