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Il Comune si compra Sant’Anna?

Poteva sembrare una boutade da comizio elettorale, di quelle già sentite nel passato su destinazioni e utilizzi di Palazzo Sant’Anna, e invece il Comune di Lucera sta seriamente pensando ad acquisire l’edificio di Piazza Duomo.
Quel “non è esclusolanciato da Antonio Tutolo domenica sera in realtà si traduce in una trattativa che risulta avviata da alcune settimane con la proprietà della Società Costruzioni Generali di San Severo.
Il sindaco e il rappresentante legale della ditta si sono visti e sentiti più volte, di persona o tramite il legale di quest’ultima, tanto che gli incontri sarebbero ormai a una fase di quantificazione della cifra da corrispondere alla SCG che ha un capitale sociale di 12 mila euro e tre soci: Luciano e Mario Gallucci (con quote del 35%) e l’ex deputato Michele Ricci per il restante 30%.
Tutolo pare non voglia andare oltre il prezzo di acquisto avvenuto nel 2002 (poco più di un milione di euro), oltre alle spese di registrazione e alla possibilità di abbonare il credito vantato dal Comune per decine di migliaia di euro sull’occupazione del suolo pubblico dell’impalcatura (al netto delle annualità prescritte), e che ogni anno lievita di 14 mila.
“Abbiamo fatto la nostra proposta perché i conti dell’ente oggi sono solidi – ha confidato Tutolo – ma sulla quale non aggiungiamo un euro, anche perché in alternativa riteniamo di avere molte carte da giocare in sede fiscale e soprattutto giudiziaria”.
In effetti sull’edificio pende già un pignoramento per circa 120 mila euro e nel frattempo procede il contenzioso amministrativo.
Su questo versante il sindaco due mesi fa ha fatto sapere al Tar che le disposizioni impartite dai giudici a dicembre scorso sono state completamente disattese. L’ordinanza di agire in danno all’azienda per la messa in sicurezza dell’edificio era stata congelata, ma erano stati dati 30 giorni di tempo alla ditta per iniziare i lavori già promessi più volte ed effettivamente progettati.
Con lo scenario rivelato, invece, è pure possibile che non si arrivi neanche alla prossima udienza fissata a ottobre e si perfezioni un rogito che farebbe decadere del tutto l’intenzione imprenditoriale di realizzare appartamenti, uffici e box in un immobile che un tempo ospitava un convento di suore. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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