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La vera grandezza

Vangelo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli…”
Perché questa particolarità da parte di Dio a voler svelare qualcosa, a qualcuno sì e ad altri no?
Ci hanno sempre insegnato ad essere sapienti ed intelligenti mentre, in questo Vangelo, sembra che non sia una cosa buona esserlo. Vorrei parlarti di una qualità che appartiene al cristiano e che conduce direttamente all’intimità con Dio: L’umiltà.
In questa società “evoluta” siamo così confusi che abbiamo perso il senso della virtù chiamata umiltà. Umiltà, il contrario di orgoglio e superbia;
Umiltà, sottomissione a Dio;            
Umiltà, considerare gli altri superiori a sé;
Umiltà, pensare prima al prossimo;
Umiltà che fa rima con dignità, con rispetto del proprio corpo, anche se fosse solo una immagine del proprio corpo…
Umiltà, avere il coraggio di sentirsi figlio di Dio, servo dei fratelli…..
I sapienti e i furbi cercano un dio sapiente e potente.
I piccoli incontrano la sapienza e la potenza di Dio lì dov’è: nella debolezza di Gesù.
Il mondo non accetta la propria debolezza, deride e beffeggia concretamente la Croce quotidiana. 
Il mistero che ai piccoli è rivelato è la Conoscenza di Gesù, l’incontrarsi con Dio.
Gesù è la porta di comunicazione fra Dio e le creature; conoscere il Padre è conoscere i fratelli in Lui. Sai, poi il Vangelo continua donandoci delle Parole che i nostri cuori, in determinate situazioni di vita, cercano e non trovano da nessuna parte, in nessun amore umano, in nessun ansiolitico, in nessun antidepressivo, in nessuna avventura sentimentale umana:

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero”.
Cristo si sceglie i suoi veri amici, i suoi compagni di viaggio:
I poveri, quelli insignificanti, che non vengono tenuti in considerazione da nessuno, quelli che hanno il cuore piccolo per questo mondo ma abbastanza grande per accogliere Dio.
E’ un invito a seguire Gesù, ad averlo come Maestro di vita, a prendere su di noi il Suo carico che ci mette le ali in ogni situazione di morte che stiamo vivendo, è un invito al riposo, a lasciare agire Lui in noi come non abbiamo mai fatto in vita nostra. Come ci manca il riposarci in Cristo.
E’ un invito ad amare, come ci ama Lui, SEMPRE.  
Cari fratelli, lasciamo che Cristo  riveli anche a noi la notizia che cambia tutti i  nostri progetti:
La Vita Eterna, questa è la gioia più grande per ogni uomo, notizia rivelata ai piccoli… 

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.
Riposiamoci in Gesù.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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