09/07/2017 18.37.43

Controlli e diffide per la Bio Ecoagrim

Mentre continua l’emergenza in Puglia per la gestione di rifiuti e in particolare per la matrice organica, la soluzione ai problemi non passerà dalla riapertura della Bio Ecoagrim, richiesta espressamente dal commissario straordinario regionale Gianfranco Grandaliano. Nei giorni scorsi aveva invocato un intervento politico altrettanto straordinario per i mesi di luglio e agosto, quando l’impianto lucerino non riceve materiale sulla base di una prescrizione facente parte dell’autorizzazione all’esercizio.
Il dirigente barese pare si sia fermato di fronte a impedimenti che arriverebbero direttamente dall’interno dello stabilimento di Ripatetta, visto che l’azienda è stata sottoposta a controlli e sopralluoghi condotti dall’ente Provincia e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.
Dalle risultanze è emersa una diffida (il primo di tre passaggi che potrebbe portare addirittura alla revoca dell’autorizzazione da parte di Palazzo Dogana) ad adeguarsi entro sette giorni a prescrizioni in realtà impartite da mesi in tema di gestione dei rifiuti e di emissioni nell’atmosfera.
In effetti si trattava di indicazioni specifiche per altezze massime dei cumuli di materiale trattato, utilizzo di sonde, realizzazione di altre strutture, oltre a controlli chimici e olfattometrici. Più rilevante era stata invece la disposizione tassativa di adeguarsi ai vigenti parametri di emissioni nell’atmosfera, da rispettare specie con l’ampliamento dei capannoni di conferimento dove effettuare la lavorazione del materiale al chiuso. 
E una delle violazioni riscontrate è stata proprio la parziale apertura delle porte delle strutture che quindi agevolerebbe la diffusione degli olezzi del compost in lavorazione, oltre a cumuli più alti di quanto fissato (3 metri). In tema di rifiuti, ci sarebbero carenze “nella procedura di tracciabilità interna del ciclo di compostaggio e nel monitoraggio di umidità e temperatura – si legge nella nota firmata dal dirigente provinciale Stefano Biscotti - e l’assenza di manutenzione del biofiltro invaso da erbe infestanti, oltre alla mancata sostituzione del letto filtrante”.
La proprietà ha già fatto verbalizzare l’intenzione di porre rimedio, ma secondo quanto espressamente indicato dal settore Ambiente della Provincia, in caso di mancato adeguamento l’azienda è stata quindi diffidata “ad astenersi di ritirare rifiuti compostabili anche dopo lo scadere del periodo di chiusura (8 settembre, ndr)”, riservandosi ulteriori controlli e sopralluoghi, anche in relazione alla necessità di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

e.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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