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Il Vangelo dei ragazzi: PRELIBATI E SQUISITI FRUTTI IN OGNI STAGIONE…

Era ora…
Anche Gesù lo ha fatto, finalmente!

Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.
Ragazzi, sapete dove troviamo Gesù questa settimana?
Al mare!
Bene, così lo sentiamo più vicino a noi, infatti…

“Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca; si pose a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.”
Gesù va sempre alla ricerca dell’uomo, in ogni luogo.
Già questo primo aspetto viene ad ammaestrarci: anche in vacanza il nostro cuore ha bisogno di incontrarsi con Gesù.
Quindi, per prima cosa, non mandiamo in vacanza il nostro essere cristiani; anche il nostro incontro domenicale con l’Eucarestia, vi pare?
Magari insieme al secchiello, paletta e pallone, potremmo anche portarci il Vangelo;
no, non  sarebbe mica peccato…!
Il Vangelo ci parla di un seminatore e di un seme gettato in più posti.
Subito una domanda:
Se volete che un seme cresca e porti frutto dove bisogna gettarlo?
Certamente nella buona terra!
Bene, il seminatore del Vangelo invece lo fa cadere in più luoghi…

“E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.”
Vediamo di capirci qualcosa… 
Il Seme, ce lo dice il Vangelo, è la Parola di Dio…
E il terreno è…
Il cuore di ogni uomo.
Già, i nostri cuori, così simili esternamente ma così diversi nell’accogliere la Parola di Dio.
A tutti questi terreni viene fatto dono del seme;
a tutti i nostri cuori viene fatto dono la Parola di Gesù.
Ma, non basta ricevere…
Bisogna portare frutto.  
Gesù si dona ad ogni uomo, anche a quelli che noi non giudichiamo “degni”.
Se ci facciamo “caso”, nel Vangelo, è lo stesso seme che viene donato a tutti.
La bontà del terreno non è legata all’apparenza, a quello che noi possiamo vedere esternamente…
Ma il terreno è buono perché porta frutto!
Così è anche per noi cristiani.
Siamo di Gesù se portiamo frutti.
Cerchiamo di capire bene alcune cose.
E’ importante ricevere la Parola;
senza la Parola di Gesù non possiamo fare niente.
Questo è un primo passo fondamentale ma… 
Ci sono delle situazioni della nostra vita che possono rendere difficile la crescita del seme della Parola…
Quali?
Il peccato in tutte le sue manifestazioni.
L’attaccamento al denaro e alle cose del mondo ci rendono infruttuosi!
Il frutto che Gesù si aspetta da noi nasce nei cuori generosi,
nei cuori che vedono nel prossimo il fratello.
Sapete, ci sono le meravigliose mele profumate della generosità…;
ci sono le buone pesche succose dei sorrisi;
ci sono le squisite ciliegie della pazienza;
ci sono i prelibati fichi dell’ascolto;
ci sono le albicocche dell’aiuto ai deboli;
c’è la dolcissima macedonia del perdono…
Insomma, frutti stupendi che nascono da cuori innamorati di Gesù,
frutti che sono sempre primizie profumate in ogni stagione della vita…
A 8 anni, a 13 anni, a 20 anni, a 48 anni, a 64 anni, a 100 anni…
Il cristiano ha sempre frutti freschi!  

Michele Cuttano, diacono, servo inutile

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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