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Resta a Foggia l’Istituto di Scienze Religiose

Evidentemente l'annuncio di marzo scorso da parte del vescovo Giuseppe Giuliano era stato un po’ frettoloso, perché in realtà era già sfumata in quegli stessi giorni la possibilità di allocare proprio a Lucera il nuovo Istituto Superiore di Scienze Religiose con valenza provinciale. In effetti c'era pure stato un sopralluogo alla vecchia sede della biblioteca Bonghi a Palazzo Mozzagrugno che aveva dato disponibilità per i locali, ma certamente era solo una delle ipotesi al vaglio della metropolia, cioè dei pastori delle cinque diocesi di Capitanata che sosterranno economicamente l’Istituto, così come aveva già anticipato a Luceraweb l’ex direttore padre Luciano Lotti che resterà solo come docente. 
A fine giugno in effetti è arrivata la conferma dal professor Angelo Giuseppe Dibisceglia, il nuovo direttore designato dell'ISSR che quindi resterà a Foggia, spostandosi da Piazza Oberdan a Viale Colombo, nei pressi della biblioteca provinciale. 
In realtà dal 1° ottobre cambierà tutto per le quattro emanazioni territoriali (Bari, Foggia, Lecce e Taranto) della Facoltà teologica pugliese: nuovo piano didattico, corpo docenti da rimodulare in base alle esigenze e perfino gli studenti avranno un nuovo numero di matricola. 
Insomma, una rivoluzione per frequentare il prossimo anno accademico nella nuova struttura (una delle 40 italiane rimaste) intitolata San Michele Arcangelo e che prenderà il modello derivante dall’ultima configurazione degli Istituti Superiori, sulla base del cosiddetto “Processo di Bologna” a cui ha aderito anche la Santa Sede.

L'attuale sede dell'ISSR in Piazza Oberdan, a Foggia

Si tratta di una riforma accademica a livello europeo che nello specifico prevede la riorganizzazione della struttura e del curriculum formativo, passando al modello 3+2. Con il primo ciclo si consegue il titolo di baccalaureato in scienze religiose (corrispondente alla laurea triennale dell’ordinamento italiano), al termine dei successivi due anni si consegue il titolo di licenza in scienze religiose (laurea magistrale). La materie principali dovrebbero essere soprattutto legate agli aspetti storici e teologici della Chiesa, ma non sono esclusi inserimenti artistici e indirizzi più specifici di specializzazione nel biennio conclusivo. 
L’obiettivo finale è il conseguimento del titolo per l’insegnamento della religione cattolica in scuole pubbliche e paritarie, oltre a una maggiore “spendibilità” anche al di fuori dei canali didattici tradizionali. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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