27/07/2017 9.05.33

Emergenza rifiuti, stavolta da Deliceto

Le emergenze legate ai rifiuti, specie quando arriva l’estate, in Puglia non si contano più. Dopo quella scaturita dalla sospensione delle attività di ricezione della Bio Ecoagrim, con conseguente diaspora della frazione umida per diversi centri della provincia e della regione, qualche giorno fa è esplosa la questione della discarica di Deliceto, addirittura arrivata a livello di saturazione e quindi in procinto di chiudere a fine mese per tutti i rifiuti “non differenziati”. 
Il Comune di Lucera conferisce proprio nella struttura della Biwind (ex Agecos), così come un’altra ventina della Capitanata, tanto che già per venerdì mattina è stata convocata proprio alla Regione Puglia una riunione urgente per stabilire i prossimi provvedimenti. 
Secondo quanto trapelato finora, per il momento il conferimento potrà avvenire in parte nell’inceneritore di Borgo Tressanti e in parte in uno stabilimento di Taranto, con conseguente aumento dei costi di gestione del servizio. Per Lucera è stato stimato un aggravio di spesa di almeno 300 mila euro su base annua, cifra che ha fatto saltare sulla sedia il sindaco Antonio Tutolo.
“A prescindere da questa situazione – ha commentato – si tratta solo dell’ennesima conferma degli appelli di questi anni: più aumenta la raccolta differenziata, meno rifiuti porteremo in discarica e meno saremo costretti a pagare. Noi così prendiamo i soldi e li gettiamo in discarica”.
Gli ultimi dati disponibili e ufficiali si riferiscono a maggio, e confermano una raccolta differenzata ancora in discesa (45,43% è la performance peggiore da un anno a questa parte, mentre marzo 2017 era stato il migliore con il 52%) e comunque inferiore al 50% rispetto ai rifiuti non differenziati. Lucera ne produce in media e in totale mille tonnellate al mese.
In realtà all’orizzonte la soluzione al problema ci sarebbe, e cioè quella di “tornare” a Deliceto che però avrebbe bisogno di un’autorizzazione della Regione per poter ampliare il suo impianto. Il provvedimento in effetti è già previsto, ma inserito nel più ampio (e delicato) Piano Regionale dei Rifiuti che non è stato ancora approvato, per cui i ritardi su questo versante stanno provocando disagi, difficoltà e aggravi in maniera più o meno diretta. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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