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La luce vince sempre il buio

Vangelo (Mt 17,1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
La vita del cristiano si può trasfigurare o questa realtà vede i cristiani solo “spettatori” di una realtà appartenente unicamente a Cristo?  
Cara sorella e caro fratello questa dovrebbe essere una tappa ben nota del nostro vissuto… 
Perché questa tappa della vita è vissuta anche da noi ed è una esperienza fondamentale come lo è stata anche per la vita di Gesù.          
Cristo ha voluto la compagnia umana anche nella trasfigurazione! 

“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.”
Per gli apostoli è stato importante aver visto Gesù trasfigurato per poter capire che il Cristo Risorto è lo stesso Cristo crocifisso. 
Sì, questa esperienza è unita alla Croce e alla Resurrezione!   
L’Amore si realizza nel donare quello che si ha: Cristo dona alla nostra vita la Luce del Suo Volto.
Le nostre storie, i nostri percorsi quotidiani hanno bisogno di ricevere questa Luce per…
…per vivere i giorni di quando “da mezzogiorno fino alle tre si fece buio su tutta la terra…”
Tu sai bene quali sono i tuoi momenti in cui il buio e la solitudine entrano in te.
Già, le nostre storie quotidiane non sempre sono luminose.
La sofferenza per la malattia che ogni giorno fa un passo in avanti;
la solitudine che provi sui posti di lavoro quando scegli la via dell’onestà senza compromessi;
le ingiustizie subite a causa dell’avidità dei nostri stessi fratelli di carne;
la solitudine che brucia nei tradimenti matrimoniali ricevuti;
Sono certo che se lascio una riga in bianco… tu sai cosa scriverci la tua storia, quella dei tuoi giorni che solo tu, caro lettore, conosci… 
Quanti pensieri, quante vie d’uscita disperatamente cerchiamo per poi infine arrivare alla resa e dire a noi stessi, nel segreto del nostro cuore, di aspettare la fine di  questo nostro tempo terreno. Arriviamo a considerare e a ricercare la resurrezione come una ricompensa finale per il tanto patire; il rimettere equilibrio e giustizia ad un percorso terreno per noi andato storto, tutto da rifare. 
Sai, la tua vita non è questa. Hai la tua trasfigurazione da vivere oggi per poter vivere la tua Croce e “attrezzarla” per la Resurrezione. La Trasfigurazione ci dona la certezza della Luce quando si è fisicamente sull’altro monte, il Golgota della nostra vita. Però, nostro malgrado, dobbiamo scendere dal monte della Luce e ritornare ai nostri quotidiani. Anche i discepoli non scendono volentieri, anche loro avrebbero voluto…

“Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende…” 
Sai, caro fratello, abbiamo visto il Volto di Cristo. E quando l’uomo incontra il Volto del Creatore la sua vita cambia. La Luce di Gesù è così forte che trasforma le nostre esistenze per sempre.
Dal monte della trasfigurazione, da cui dobbiamo scendere, le nostre vite ritornano trasformate.
Perché mai ci ostiniamo a non voler vedere la Luce che è in noi e che ci accompagnerà sino all’altro “monte” della nostra vita?   
Vivere alla Luce di Cristo significa ascoltarLo quando Lui ti indica il tuo vero “albero della vita” da cui prendere nutrimento: l’Albero della Croce.
E’ inutile scappare da questo albero, per noi non è più foriero di morte come quello di Adamo, ma ci riconduce alla vita. Quello che ci porta a scappare da quest’albero e a rifugiarci nella nostra cella è proprio la paura della morte. Quello che per il mondo è il monte della morte per il cristiano è il “Monte su cui Dio provvederà”. Cristo viene oggi a liberarci dalle tenebre della cella in cui ci siamo rifugiati; la cella in cui ci sentiamo di non essere figli di nessun dio. Cristo viene oggi a liberare gli onesti dalle paure che hanno di fronte ai malvagi, le paure che chiudono la bocca e rendono i nostri giorni facili bocconi del maligno. 
Il cammino della vita ci dona dei momenti di Luce che come cristiani dobbiamo custodire come un tesoro prezioso. Custodire la Luce di Gesù non solo per se stessi.
In quanto cristiani non possiamo tacere di fronte al male, non possiamo nascondere la verità. L’amore genera amore e l’Amore si nutre di Verità. Coloro che dicono la Verità vengono da Dio e sono i veri trasfigurati dei nostri tempi. Non si diventa trasfigurati parlando da un pulpito, ma si diventa trasfigurati quando dall’incontro con Lui la nostra vita diviene trasparente, senza macchie, raggiante. 
Sì, si vede quando un cristiano ha visto il Volto di Gesù trasfigurato.
Avrà i momenti delle lacrime; la difficoltà del combattere con le mille tentazioni e dubbi quotidiani, ma la sua vita diviene “donazione”. 
Questa è la nostra trasfigurazione, passare, oggi, dal nostro naturale voler “prendere per noi” alla totale donazione in Cristo.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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