12/08/2017 17.57.40

Il Vangelo dei ragazzi: CON GESU’ NESSUNA PAURA, SOLO E SEMPLICEMENTE GIOIA!

Gesù che ancora cerca un luogo per stare con il Padre a pregare…
“Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo”
La vita di ogni cristiano è fatta di incontri verticali, quelli con Dio, e incontri orizzontali quelli con il prossimo. Situazioni quotidiane che incontrandosi formano il segno dell’Amore più importante della storia umana. Dopo un po’ di tempo, i discepoli senza Gesù si trovano in grande difficoltà…
Si ritrovano in mezzo al mare agitato in una barca e con il vento contrario! 
Secondo voi cosa possono aver pensato i discepoli di Gesù in una situazione simile?
Da poco avevano visto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci…
Proviamo ad immaginarlo?
Sicuramente avranno pensato “E ora dov’è Gesù? Qua affondiamo…!”
“Se Lui fosse con noi, ora, noi non saremmo in pericolo…”
“Gesù, dove sei, aiutaci ci sentiamo abbandonati…”
Chissà, forse sono questi i pensieri che colgono anche noi in certi momenti di difficoltà?
Bè, a volte ci capita, diciamo la verità, di pensare che Gesù dovrebbe intervenire in nostro favore ed invece sembra che non si preoccupi di noi…
E’ una tentazione il voler fare intervenire Dio quando lo decidiamo noi, secondo i nostri tempi.
I tempi di Dio sono diversi dai nostri;
Lui interviene sempre per il nostro bene, Lui ci è accanto e ci segue anche se noi non lo avvertiamo, infatti: 

“Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.”
Attenzione, ora avviene una cosa strana:
I discepoli non riconoscono Gesù!
I loro cuori si erano così chiusi che…

“Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.”
Non Lo aspettavano più?
Non pensavano che il Maestro sarebbe accorso in loro aiuto?
Erano così presi dalla tempesta della vita che avevano dimenticato che Gesù li avrebbe aiutati! 

“Ma subito Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura!.”
Gesù interviene sempre, anche nelle nostre difficoltà, nelle nostre tristezze, nelle nostre solitudini e noi, come i discepoli del Vangelo, non Lo riconosciamo!
Perché è capitato questo ai discepoli e perché capita a volte anche a noi oggi?
Il Vangelo ce lo svela.

“Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami!.”
Pietro, proprio Pietro che tante volte aveva riconosciuto Gesù in tante situazioni del Vangelo, non è certo che Gesù sia Gesù… 

“Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”
Anche lui era incerto, dubitava…
Proprio come capita a noi in certe giornate…
Cosa manca a Pietro per riconoscere Gesù e non temere nessuna difficoltà?
Cosa manca a noi in certi periodi difficili per appoggiarci a Gesù e non avere timore? 

“E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”
Sì, anche a noi Gesù dice…
“Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”
La Fede è un dono che Dio fa ad ognuno di noi e nasce e si accresce con “l’ascolto” della Parola di Dio, dallo “stare” con Gesù.
Più conosciamo Gesù e più ci innamoriamo di Lui e più non temiamo…  
Sapete, cari ragazzi, il cristiano è l’uomo del coraggio, l’uomo che con Gesù vince il mondo.
Quanti esempi abbiamo nella storia dell’umanità…
Solo per citarvene un paio recentissimi vi ricordo Madre Teresa di Calcutta…, Giovanni Paolo II…
Questi uomini indifesi con Gesù hanno cambiato il mondo, abbattuto barriere che milioni di uomini tutti insieme non sono riusciti da abbattere…
Perché con Gesù noi siamo vincitori con la forza più grande dell’universo:
L’Amore di Dio!
 
Proprio per parlarvi di conoscenza vi dono questo raccontino…
Un giovane che voleva specializzarsi nella conoscenza delle diverse qualità della giada si presentò ad un maestro e lo pregò di istruirlo. Il Maestro gli pose in mano una giada raccomandandogli di stringerla forte, mentre gli parlava molto superficialmente delle duecento specie di giada verde e delle duecento di giada gialla; poi si mise a chiacchierare del tempo, delle donne, della vita. Dopo un quarto d'ora di conversazione, lo mandò a casa e gli disse di ritornare il giorno dopo. Il giovane ritornò e il maestro riprese a conversare con lui che teneva sempre stretta in mano una giada. Così andarono avanti per molto tempo. L’allievo era troppo educato per protestare; d'altra parte una vera e propria lezione approfondita sui diversi tipi di giada non veniva mai. Finché un mattino, quando s'iniziò l'ennesima conversazione sul tempo, le donne e la vita, l'allievo interruppe il maestro dicendo: “Ma questa che mi hai messo in mano, non è una giada”. “Ecco”, ribatté il maestro: “Ora sei anche tu un conoscitore di giade”... 
Dio ci ama..
L'esperienza di Dio, il contatto con Dio, l'amore di Dio ci rendono
Uomini di fede con la gioia di vivere!

Michele Cuttano, diacono, servo inutile   

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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