24/08/2017 17.53.00

Le imprese folli di Domenico Martino

Ci sono imprese sportive che sfiorano la follia, altre che lo sono realmente. Nel caso di Domenico Martino il confine è sempre molto ristretto, anche perché si tratta di un ultramaratoneta che ormai è diventato un personaggio a livello nazionale. Con oltre 140 gare all’attivo (solo tra quelle superiori ai 42km) è arrivato a un punto di non porsi più limiti soprattutto con la mente, perché le gambe ormai vanno da sole per centinaia di chilometri anche nel giro di pochi giorni.
E in effetti è andata proprio così una decina di giorni fa quando è stato tra i protagonisti (una cinquantina in tutto tra italiani e stranieri da tre continenti) di una competizione sul lago d’Orta che prevedeva di completare dieci maratone in dieci giorni consecutivi. Il prologo c’era stato a Curinga, in Calabria, dove peraltro ha vinto la prima delle due gare in programma. In Piemonte poi è andato in scena il resto di un’esperienza che gli ha permesso di misurarsi prima con la testa e poi con muscoli e polmoni, anche perché non era quella l’occasione per cercare la prestazione ma solo di gestire ritmo e risorse psico-fisiche.
“Molti mi chiedono come faccia – ha riferito a Luceraweb – e io rispondo che si tratta di una questione anzitutto mentale, fermo restando che bisogna essere in buone condizioni fisiche e atletiche. La conferma l’ho avuta proprio in questa occasione, perché ho sentito dolori a tutto il corpo solo dopo aver terminato la decima gara. Era il segnale che mi stavo scaricando mentalmente, ma posso garantire che stavo benissimo fino all’ultimo dei 422 chilometri percorsi in uno scenario bellissimo”.

Le dieci medaglie delle dieci maratone completate in dieci giorni consecutivi

Martino, come tanti altri, non corre per soldi o gloria o contro avversari, ma per sfidare se stesso e portare a casa trofei il cui valore non è quello economico ma in grado di raccontare una storia, anzi tante storie che nascono e crescono durante quei giorni di fatica e amicizia, di stress fisico e soddisfazioni. La corona di dieci medaglie ottenuta in Piemonte vale da sola una carriera da condividere con la propria famiglia e anche con quella che di fatto si è formata tra gli atleti in giro per l’Italia e l’Europa. In effetti non è raro vedere concorrenti aiutarsi tra loro per raggiungere il traguardo, e anche il 50enne corridore lucerino l’ha fatto andando in soccorso di un altro che si era fermato a pochi chilometri dalla fine dell’ultima gara in programma. 
L’obiettivo per l’anno prossimo? La Milano-Sanremo, a piedi e non in bicicletta. 285 chilometri della gara più lunga del continente da completare entro due giorni. Il motto della manifestazione si spiega da solo: “La sfida quasi impossibile”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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