31/08/2017 7.17.43

Più distensione sulla sentenza Capobianco

Comincia a ridimensionarsi, almeno dal punto di vista finanziario, la questione relativa alla nuova sentenza del Tar Puglia a favore della famiglia Capobianco contro il Comune di Lucera, con la previsione di un risarcimento economico per il soggetto privato. 
Le prime stime erano state fatte a caldo, a distanza di poche ore dalla notifica del provvedimento, praticamente durante la seduta di Consiglio comunale del 1° agosto quando i termini della decisione erano ancora poco conosciuti.
Nei giorni successivi c’è stato un incontro a Palazzo Mozzagrugno tra parte politica, uffici tecnici e l’avvocato del Comune, proprio per fare il punto della situazione che è sembrata meno drammatica del primo momento in cui era stato lo stesso sindaco Antonio Tutolo a temere per la tenuta dei conti dell’ente e a ipotizzare addirittura il dissesto.
E in effetti pare che una lettura più attenta del dispositivo porti a stimare un risarcimento di alcune centinaia di migliaia di euro e non di milioni come paventato in un primo momento, anche se si tratta comunque di una grossa somma a cui l’Amministrazione comunale è chiamata (per ora) teoricamente a far fronte.
Con questo scenario appare ancora più improbabile il raggiungimento di un accordo tra le parti, e quindi un sempre più possibile ritorno alla corte di Bari per la quantificazione della cifra.
Nel frattempo, il primo passo stabilito al Comune sarebbe stato quello di proporre subito ricorso al Consiglio di Stato con argomentazioni ritenute più che valide per ribaltare l’esito di primo grado, anche perché a supporto della discussa decisione di negare nel 2015 il rilascio del permesso a costruire ci sarebbe un parere dell’avvocato Enrico Follieri, consulente del Comune nel passato e legale dell’ente proprio in occasione della precedente contesa con le immobiliari ricorrenti. 
Secondo quanto riferito all’epoca dal docente di Diritto amministrativo, uno dei problemi era legato alla validità della fideiussione che avrebbe dovuto presentare l’azienda per poi essere autorizzata a realizzare l’immobile di 1.500 metri quadri, uno degli elementi di maggiore importanza della transazione siglata con l’Amministrazione Dotoli e oggi dichiarata risolta dai giudici per inadempimento contrattuale a causa dei ritardi accusati dal Comune nel 2012. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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