29/08/2017 9.03.17

Nessuna questua alla parrocchia Fasani

"Forse spenderemo qualcosa in meno per la festa, poiché non verrà nessuno a bussare alle vostre porte, ma vorrei che quest'anno in piena libertà e con gioia ciascuno di voi dia il proprio contributo portandolo direttamente in parrocchia". 
Gioia e libertà, due parole ripetute in più occasioni in questi giorni da don Costanzo De Marco, parroco della chiesa di San Francesco Antonio Fasani, nel quartiere Lucera 2. Gioia e libertà abbinate al personale contributo alla festa in onore del Padre Maestro, di cui la popolosa parrocchia porta il nome. 
Il sacerdote sta rendendo nota questa sua decisione sia al termine delle celebrazioni eucaristiche che tramite social, postando la lettera che ha redatto per i fedeli. "Il nostro Santo 'poverello', noto per la sua povertà e semplicità - scrive De Marco - potrebbe sentirsi fuori posto in un momento parrocchiale di straordinaria visibilità. Senza dubbio, però, se questa festa terrena sarà accompagnata dal desiderio comune di fare famiglia, di costruire già in Terra il Regno di Dio e di aprire il cuore ai fratelli meno fortunati, il Padre Maestro non potrà che gradire il nostro gesto".
"Chi dona con gioia - ha evidenziato sabato scorso in chiesa il sacerdote - diventa libero. E se ci sentiamo liberi non aspettiamo che qualcuno venga a bussare alla nostra porta, ma contribuiamo con responsabilità".
Una decisione, quella della parrocchia Fasani, che sicuramente va controtendenza e brilla rispetto a stucchevoli atteggiamenti di certi incaricati della questua di alcune parrocchie lucerine che girano con tanto di cartellina su cui riportano nomi e cognomi, assenze e presenze in casa e annotazioni sulla cifra donata.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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