03/09/2017 20.01.13

Gli scuolabus e i rischi dalle ‘richieste’

Il prossimo 5 settembre si annuncia come il giorno più lungo per l’avvio effettivo del servizio scuolabus fermo da quasi due anni a Lucera. In quella data scadranno i termini a disposizione delle famiglie per iscrivere i propri figli alla lista dei passeggeri dei mezzi gialli, e nella stessa giornata è stato già convocato il tavolo operativo per organizzare le attività logistiche sulla base dei partecipanti effettivi. 
Potrebbe essere l’inizio di un nuovo capitolo e la fine di tanti problemi, ma in realtà potrebbe accadere anche esattamente l’opposto, con conseguenze inimmaginabili e sempre più drammatiche, perché qualora il numero di alunni (e di conseguenza del monte chilometri da percorrere) fosse inferiore di oltre un quinto rispetto a quanto stabilito dall’appalto, l’azienda incaricata avrebbe facoltà di recedere dal contratto, così come peraltro aveva già fatto la famiglia Colatruglio con la precedente gara per la quale si è fatta riconoscere anche un risarcimento dal Comune. E poi c’è sempre la questione occupazionale, perché per i lavoratori decadrebbero di fatto gli ammortizzatori sociali che finora hanno parzialmente mitigato la situazione, senza contare che in caso di auspicata accensione dei mezzi, sulla questione ballano sempre quelle cinque unità lavorative che resterebbero fuori dal servizio attuale.
“Onestamente sono piuttosto pessimista sulla possibilità di un effettivo rientro di tutti al lavoro – ha riferito a Luceraweb l’assessore ai Trasporti Michele Marucci – visto che è proprio una questione di conti che non tornano, anche perché forse non andava inserito all’inizio quel paletto del numero di dipendenti che oggi limita fortemente gli spazi di manovra, oltre al fatto che come ente scontiamo l’handicap di non poter essere da subito proprietari dei veicoli”.
Assessore, e se il 5 settembre non si dovessero concretizzare le condizioni economiche, e la ditta dovesse nuovamente rinunciare?
“Non ci voglio pensare e spero che non accada – ha risposto – ma io avrei già un’idea percorribile che è stata proposta con successo in altri comuni, quella di rinunciare definitivamente al servizio ma trasformare una parte delle somme come contributo diretto alle famiglie che comunque nell'ultimo periodo si sono dovute per forza organizzare in altra maniera”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.