14/09/2017 10.11.29

Si alza la tensione al Laterificio

Continua su Via Pietra il presidio degli operai del Laterificio Meridionale che da un paio di settimane si sono ritrovati senza lavoro, oltre al fatto che reclamano lo stipendio di agosto, promesso ma non ancora liquidato se non in parte (350 euro pro capite). Davanti ai cancelli sono tornati a impedire il carico di mattoni sui camion che arrivano in azienda per il prelievo del materiale, ma con il passare delle ore e dei giorni la tensione con la proprietà sta continuando a salire in maniera evidente. 
Nel frattempo il tanto agognato incontro in prefettura è stato fissato con certezza, perché l’appuntamento con l’ufficiale di Governo per discutere della situazione si terrà nella mattina di martedì prossimo. 
La discarica nella cava - Comunque sia, si tratta di un momento storico nel quale la vicenda si intreccia direttamente con un’altra questione di grande interesse per Lucera, anzi sicuramente di più perché coinvolge l’intero territorio, visto che da alcuni mesi sta procedendo la richiesta di impiantare in località Galvanese (al confine con l’agro di Pietra) una discarica di rifiuti speciali. La ditta proponente è la Bio Gestioni che conta nella sua composizione societaria (con una quota del 25%) proprio quel Gianfranco Carrozzino amministratore del Laterificio, e a sua volta proprietario della cava che dovrebbe servire per lo scopo. Gli altri membri dell’impresa (tutti con un quarto delle quote) sono l’amministratore Pietro Gentile e due srl come la Aker di Roma e la Geco Assets di Foggia, quest’ultima facente capo alla famiglia del senatore Lucio Tarquinio. 
Nelle intenzioni della ditta ci sarebbe quello di stoccare rifiuti ospedalieri e industriali del settore alimentare e chimico, trattare fanghi di varia natura e sviluppare una produzione di biogas.
Dopo la celebrazione dell’ultima conferenza dei servizi del 24 agosto, la Provincia di Foggia ha inviato il preavviso di diniego all’autorizzazione su cui i rappresentanti della Bio Gestioni hanno già avanzato osservazioni, non escludendo ulteriori passaggi di carattere legale.
Il provvedimento di Palazzo Dogana, basato soprattutto sull’eccessiva pressione ambientale e paesaggistica già riscontrabile sul territorio, è sostenuto dai pareri negativi dei Comuni di Lucera e Pietra e della Soprintendenza, mentre tutti gli altri enti interessati hanno dato assenso alla realizzazione dell’impianto. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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