28/09/2017 7.57.29

La tesi di Grazia D’Alpa premiata dai Servizi Segreti

Che intelligence è se non si basa sull’intelligenza? E pure sull’eccellenza? Da qualche anno se lo sono chiesto gli organismi che si occupano del settore dei servizi segreti. Il mezzo per “attirare” le migliori menti italiane è stato un concorso in cui vengono valutate le rispettive tesi di laurea, nell’ambito di una costante crescita e consolidamento del rapporto con il mondo universitario.
“Una tesi per la sicurezza nazionale” è infatti il titolo dell’iniziativa arrivata alla seconda edizione (ed è stata già bandita la terza) che si è conclusa la scorsa settimana a Roma, con la premiazione avvenuta alla presenza dei massimi vertici nazionali: il direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza Alessandro Pansa, quello dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE) Alberto Manenti e quello dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI) Mario Parente.
Tra i sei che hanno ottenuto il riconoscimento figura anche Grazia D’Alpa, 25enne di Lucera, che aveva presentato una tesi su “La golden share e i golden powers nel diritto europeo”. 
In questa occasione erano 51 i lavori in concorso, tutti incentrati sulle tematiche proposte: cyber-security e innovazione digitale, relazioni internazionali, minacce e aree di crisi, sicurezza economico-finanziaria, sicurezza e interesse nazionale, profili giuridici, organizzativi e storici relativi all’intelligence.
Laureata in Giurisprudenza all’Università Roma Tre, la giovane lucerina ha proposto un lavoro evidentemente molto apprezzato dalla commissione che li valutava, “perché incentrato sui delicati, e parecchio attuali, rapporti tra Stato e Mercato, tra politica ed economia – ha spiegato Grazia D’Alpa a Luceraweb - ossia l’intervento dello Stato nei settori strategici di un Paese, analizzando le riforme legislative italiane sia alla luce della giurisprudenza della Corte europea di Giustizia che attraverso la comparazione con l’analoga disciplina in Francia”.

Attualmente sta frequentando un tirocinio altamente formativo nella Sezione Civile del Tribunale di Milano, ma il suo obiettivo reale e dichiarato è l’accesso alla carriera diplomatica.  
“Investire nei giovani per il futuro di domani ha un valore strategico – hanno sottolineato dal Comparto governativo – poiché questo concorso ha l’importante obiettivo di avvicinare maggiormente i giovani alla sicurezza del Paese e promuovere l’approfondimento di tematiche di interesse intelligence come il cyber, gli scenari di politica internazionale, la minaccia terroristica, la tutela della competitività economica. Si tratta di una prova tangibile dell’interesse dell’intelligence verso il mondo accademico e verso gli studenti, futura classe dirigente italiana e attori di quella sicurezza partecipata che è alla base della tutela del sistema Paese. L’intelligence non è solo analisi e ricerca per la tutela del Paese, ma è anche contaminazione, compartecipazione, fare ‘sistema’ attraverso il coinvolgimento delle migliori risorse nazionali”.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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