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Il resoconto delle Feste tra incongruenze e trasparenza

Come annunciato, nei giorni scorsi è stato diffuso il rendiconto delle spese per le Feste patronali 2017. Pare sia arrivato a tutti tranne che a Luceraweb, a cui non giungono più le note dalla curia vescovile da quando abbiamo pubblicato il nostro resoconto proprio sui festeggiamenti in onore di Santa Maria. Sottintesa la manifestazione di grande maturità da parte di chi si è preoccupato di epurare la mailing list diocesana, sarebbe anche opportuno capire chi gestisce un settore così delicato quale è appunto quello della comunicazione con le testate giornalistiche. 
Ma tornando all’argomento principale: i soldi raccolti quest’anno e come sono spesi, perchè già la divulgazione delle cifre ha un che di miracolistico, dato che in passato non è mai trapelato nulla.
Come già scritto da Luceraweb, finalmente si è optato per una operazione di trasparenza che rende onore a tutti, ma questa comporta anche oneri proprio nella valutazione delle spese. 
Ora, non è che uno scorrendo il piccolo bilancio presentato pensi davvero che ogni centesimo raccolto venga destinato direttamente a ciò che concorre a costruire la festa, perché è ovvio che ci sono costi “indiretti” da sostenere come, per esempio, i contributi Siae ed altri. Tuttavia, certi capitoli di spesa sono difficili da comprendere nella loro necessità. 
Vediamo se ci riesce un guineano, una delle persone che si avvantaggerà del mulino che si realizzerà con i 4.300 euro della beneficenza rinveniente dalla raccolta per le feste.
Immaginiamo pertanto che uno dei delegati del vescovo Giuliano si rechi in Guinea a consegnare la somma (in verità il versamento viene gestito dalla Caritas nazionale) e che un abitante della missione lo interroghi sulla provenienza di quel denaro.
«Ringrazio la comunità della diocesi di Lucera-Troia per il buon cuore dimostrato: con questi soldi finalmente potremo renderci autonomi nella produzione di farina. Sai, qui non siamo messi troppo bene», direbbe il guineano. «Ma racconta, caro amico di Lucera, che raccolta avete fatto per noi, chi dobbiamo ringraziare in particolare?».
«Vi abbiamo destinato il 10 per cento della cifra raccolta l’estate scorsa per organizzare le Feste patronali nella nostra città, quindi, diciamo, dovreste ringraziare tutti i lucerini». 
«Oh, quindi se a noi avete dato il 10 per cento, avete racimolato una bella somma, oltre 42 mila euro, giusto? E del resto dei soldi che cosa ne avete fatto?».
«Beh, ecco, abbiamo speso 13 mila euro per le luminarie e la cassa armonica, 1.600 per il trono di Santa Maria, 6.900 per far suonare le bande, 6.500 di fuochi pirotecnici, quasi 2.500 di materiale tipografico, 500 di targhe commemorative, e poi ci sono stati gli adempimenti per la sicurezza (1.163 euro), le spese postali (876 euro), la Siae (771 euro), l’offerta alla Parrocchia Cattedrale (860 euro) e tanto altro. E meno male che il Comune ci ha messo 25 mila euro dei suoi per il cantante!».
«Avrete fatto un mese di baldoria, fratello!», accennerebbe stupito l’africano. 
«No, tre giorni. Sai, è la festa più importante della città… la tradizione... la devozione… il turismo… ehm, ma adesso godetevi il bel mulino che andrete a costruire».
Nella celebre fiction su Madre Teresa di Calcutta c’è una scena che racchiude tutta la mentalità cristiana della Santa, quella in cui chiede a una riunione della associazione collegata alle Missionarie della Carità quanto costa una delle tante bottiglie d’acqua sulla tavola. Alla risposta tre dollari lei commenta: «Io con tre dollari posso mandare a scuola un bambino per un anno intero». 
L’espressione del volto del guineano forse sarebbe la stessa di Madre Teresa. 
Senza nemmeno provare a suggerire di sopprimere le Feste, viene comunque da chiedersi quante altre opere benefiche si sarebbero potute realizzare con tutto quel denaro, pur mantenendo i segni più importanti e significativi della ricorrenza. 
Se da un lato bisogna elogiare la scelta di rendere i conti pubblici, dall’altro chi li ha forniti deve anche accettare serenamente che altri li guardino quei numeri, e che scorrendo l’elenco qualcuno possa notare alcune incongruenze. 
Rimarcando che, non avendo termini di paragone sulle spese sostenute, poiché nulla si sa del passato, molto mestamente ci si chiede se fosse necessario quest’anno sostenere dei costi (876 euro quindi) per inviare il rendiconto via posta alle attività commerciali che hanno dato un contributo.
Ancora un esempio: era indispensabile spendere 1.600 euro per allestire il trono rosa, quando in alcune parrocchie della diocesi se ne realizzano di bellissimi, e soprattutto gratis, grazie all’impegno dei devoti?
Sempre a proposito di incongruenze, risulta che ben 860 euro sono stati raccolti durante la processione del 16 agosto. Infatti, come sempre accaduto, in mezzo al corteo gira un cesto in cui versare il denaro, e non solo per quella di Santa Maria. Ma non c’è forse un documento della Conferenza episcopale pugliese intitolato “Le nostre feste” in cui si legge che è vietato “chiedere offerte nel corso della processione”? Si tratta di un’usanza che nessuno mai giustamente si sognerebbe di abolire, peccato però che proprio l’anno scorso la norma sia stata ricordata da rappresentanti di questa diocesi ad alcuni comitati parrocchiali. Insomma, la “tradizione a feste alterne”, per non parlare di quell’altro divieto posto dai vescovi di “non far sostare la processione in vista dei (quanto costosi?) fuochi d’artificio”. 

Nella grande struttura paraimperiale da cui non riescono a liberarsi moltissime diocesi italiane, pare non riesca ad entrare quel monito di Papa Francesco che invita la Chiesa a distinguersi da una ONG, e a fare quello che è mandata a portare a tutti: Cristo e il suo Vangelo. 
Bello e vero tutto quello che si dice e si scrive sulla devozione e sulla tradizione. È importante sicuramente che il popolo di Dio possa manifestare con gioia, anche attraverso segni materiali, il suo amore alla Madonna, ma forse oggi sarebbe il caso di puntare concretamente sulla spiritualità tanto citata, invece di accanirsi sul reperimento di soldi per musiche, botti e addobbi, che alla fine rimangono gli elementi delle manifestazioni pagane.

Enza Gagliardi

Questo il rendiconto (non) arrivato a Luceraweb

ENTRATE
Offerte Privati €  16.282,00
Offerte Associazioni €    1.900,00
Offerte Aziende e Attività commerciali €  23.152,00
Offerte Processione 16 agosto 2017 €   860,00
TOTALE ENTRATE € 42.194,00

USCITE 
Luminarie e Cassa Armonica € 13.000,00
Allestimento Trono S. Maria € 1.647,00
Banda Città di Ordona 14 agosto 2017 € 1.600,00
Banda Città di Torremaggiore 15 agosto 2017 € 800,00
Concerto bandistico 15 agosto 2017 € 1.100,00
Banda Città di San Severo e concerto bandistico 16  agosto 2017 € 3.400,00
Siae € 771,16
Spettacolo Pirotecnico € 6.500,01
Spese tipografia (materiale devozionale e materiale raccolta offerte) € 2.488,00
Adempimenti per la sicurezza € 1.163,40
Spese Postali € 876,10
Targhe commemorative € 500,00
Offerta a Parrocchia Cattedrale (come da tradizione a sostegno dei costi sostenuti in occasione dei festeggiamenti) € 860,00
Affissione manifesti € 180,00
Spese di conto corrente € 130,20
Spese di funzionamento sede e delegazione (benzina, marche da bollo, F24, spese di rappresentanza) € 617,00
10% per opera di carità a Caritas Italiana per microprogetto internazionale € 4.300,00
TOTALE USCITE € 39.932,87

Totale Entrate € 42.194,00
Totale Uscite  € 39.932,87
Saldo Attivo di € 2.261,13

NOTA ESPLICATIVA
Le offerte, pari ad € 42.194,00, sono così pervenute:
n. 1506 tagliandi staccati per un totale di € 14.811,00;
n. 145 ricevute per un totale di € 17.433,00;
n. 41 bonifici bancari per un totale di € 7.315,00;
n. 50 bollettini postali per un totale di € 2.635,00.

Ogni operazione in uscita relativa ai lavori, servizi e forniture è munita di relativo documento fiscale.
A tale riguardo, i pagamenti relativi ai lavori, servizi e forniture sono stati effettuati tramite bonifici bancari (tot. n.19), tramite assegno circolare (tot. n. 2) e tramite assegno bancario (tot. n. 1); nessuna operazione relativa a servizi e forniture è stata pagata in denaro contante. 
Il 10% delle entrate, come già comunicato dal Vescovo, è stato destinato con bonifico del 19 agosto 2017 a Caritas Italiana, quale realizzazione del microprogetto per l’acquisto di un mulino in Guinea Conakry per un importo totale di € 4.300,00.
Grazie alle ulteriori donazioni pervenute durante i giorni della festa e in fase di rendicontazione, il bilancio si è chiuso in attivo per un totale di € 2.261,13.
La suddetta somma, in attesa di destinazione da parte del Vescovo, è depositata sul conto corrente n. 1000/1123 in essere presso il Banco di Napoli filiale n. 650-Lucera.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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