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Tumori (3): Più controlli e uno studio epidemiologico

Maggiori controlli sul territorio e una stima della distribuzione geografica della prevalenza di patologie tumorali nei comuni della Capitanata sono ormai richieste che la popolazione lucerina (con quelle limitrofe) comincia a formulare con sempre maggiore insistenza.
L’inchiesta di Luceraweb sul terrore che sta generando la diffusione del cancro in questa area della Puglia ha fatto emergere alcuni punti sui quali ormai c’è più da agire che da dissertare.
Da una parte la paura della gente che ha la percezione che il numero delle persone che si ammalano nella provincia di Foggia sia in spaventoso aumento, dall’altra la certezza che molte aree della provincia siano devastate dall’inquinamento ambientale. Quindi, da un lato c’è la mancanza di dati concreti a supporto della reale espansione dei tumori (poiché quelli del Registro pugliese sono datati e parziali), dall’altro ci sono i continui sversamenti di liquami e rifiuti nei terreni e nei torrenti, nonché incendi di immondizia che sempre più spesso si rivela composta da materiale pericoloso. Campagne sterminate che sembrano essere preda di qualunque malfattore vi voglia interrare ogni specie di veleno, e poi cave o aree industriali dismesse che attirano il business dei rifiuti.
Se i controlli costanti delle forze dell’ordine e delle autorità preposte, unite alla sorveglianza esercitata dagli stessi proprietari dei terreni e dei cittadini, rappresentano l’elemento chiave per combattere lo spettro di una Capitanata che si sta trasformando in pattumiera d’Italia o in una nuova Terra dei fuochi, di fianco sono invece le autorità territoriali (comuni, provincia e regione) e quelle sanitarie che devono iniziare a monitorare con maggiore attenzione gli effetti che queste fonti di inquinamento producono sulla salute delle popolazioni residenti.
Un accurato studio epidemiologico può dare risposte concrete sulla correlazione tra incidenza dei tumori e tipo di avvelenamento con cui vengono a contatto gli abitanti della Capitanata.
L'analisi della distribuzione spaziale e temporale di una malattia consente infatti di porre le prime ipotesi su uno o più fattori causali possibili e consente di verificare se l’associazione è di tipo causale o meno.
Lo studio epidemiologico è il mezzo fondamentale, dunque, per capire dove, quando e che tipi di tumori si riscontrano maggiormente in determinate aree osservate e quindi cominciare ad avere dati su dove c’è effettivamente più rischio di contrarre una specifica malattia. 
Un’analisi geografica dell’incidenza, tanto per cominciare, si potrebbe effettuare per tutti i tipi di leucemie nella provincia di Foggia, strumento evidentemente indispensabile perché da utilizzare soprattutto per la prevenzione.
Un tale studio sulla popolazione avrebbe molteplici effetti positivi: primo, quello di rispondere alle urgenti e importanti domande di chiarezza sulla situazione tumori in Capitanata; secondo, di monitorare costantemente la popolazione nelle zone a più elevata incidenza di determinate malattie e terzo, di alzare il livello d’allerta generale e quindi allargare il controllo sul territorio, in modo che non venga più percepito come terra di nessuno.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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