07/11/2017 11.23.31

Spaccio di droga, sei arresti

E’ sicuramente la droga la vera protagonista della cronaca cittadina degli ultimi mesi. Dopo il maxi ritrovamento di 15 chili di hashish ad agosto, e gli arresti di settembre con venditori e clienti di bassissima età, un'altra operazione dei carabinieri è stata eseguita questa mattina, a carico di sei persone accusate di spaccio di cocaina e hashish.
Si tratta di quattro lucerini: Michele Spatola di 40 anni, Matteo Graziano di 37, Severino Ciarelli di 23 e Federico Tozzi di 45. Assieme a loro ci sono i foggiani Pasquale Lauriola di 34 anni e Francesco Lo Spoto di 33.
Tutti sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni ma poi riportati agli arresti domiciliari, disposti dalla procura di Foggia che ha coordinato le indagini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lucera, partite a ottobre 2015 e terminate a luglio 2016.
Secondo gli inquirenti, tutto sarebbe partito da un danneggiamento subito da Spatola, visto che qualcuno aveva esploso dei colpi di arma da fuoco contro alcune sue autovetture. L’episodio è stato approfondito dai carabinieri che non avrebbero riscontrato collaborazione dall’uomo, tanto che è partita un’attività di intercettazione telefonica che ha coinvolto anche altri indagati. 
In questo modo si sarebbe scoperta l’esistenza di un fiorente traffico di sostanze stupefacenti che interessava tutta la città di Lucera - e in particolare il suo centro - coinvolgendo, tra i clienti, anche persone insospettabili.
Gli uomini dell’Arma hanno così ricostruito i rapporti che legavano i sei arrestati e le modalità in cui si articolava la rete di spaccio, operando anche una cinquantina di sequestri nei confronti di altrettanti acquirenti, senza contare che alcuni di essi avrebbero già testimoniato e riconosciuto gli spacciatori.
Le intercettazioni
I carabinieri riferiscono che il linguaggio utilizzato al telefono era naturalmente in codice: in una conversazione intercettata tra lo Spatola ed un compratore, quest’ultimo, chiaramente ignaro di essere monitorato ma, nella furbesca illusione di fuorviare eventuali investigatori, avrebbe chiesto al pusher di procuragli dello stupefacente dicendo: “Se mi fai il regalo ed un buon prezzo, puoi procedere ad un aperitivo per cinque”.  
Ancora lo Spatola, in un’altra conversazione con un altro acquirente, avuta contezza che questi non era da solo, lo avrebbe invitato a portare da lui “solo persone conosciute”, volendo evidentemente evitare che la sua attività illecita venisse conosciuta fuori dal "giro".
Da una conversazione tra Graziano e la moglie si è appreso che il primo, per poter confezionare le dosi di stupefacente da immettere nel mercato lucerino, si era recato in una farmacia di Foggia per acquistare della mannite, ma sarebbe stato rimproverato dalla donna che gli ha contestato di essersi andato fino nel capoluogo senza accertarsi preventivamente dell’eventuale presenza di farmacie aperte a Lucera.
A testimonianza poi di come gli indagati fossero “gelosi” della loro piazza di spaccio, c’è un’altra conversazione captata tra un consumatore e Ciarelli: questi, appreso che l’interlocutore si stava recando all’ospedale di Foggia per far visita al nonno ricoverato, temendo che si trattasse di una bugia per coprire un approvvigionamento da un altro spacciatore, avrebbe detto all’uomo “Ah, sicuro bastardo? Non è che mi metti le corna?”.  

c.g.

Nella foto: in alto da sinistra, Ciarelli, Graziano e Lauriola. In basso da sinistra, Lo Spoto, Spatola e Tozzi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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