10/11/2017 8.14.20

Piccolo aumento dell’ecotassa a Lucera

La raccolta differenziata dei rifiuti a Lucera non va ancora molto bene, ma dal punto di vista economico ci sono molti che stanno anche peggio, e presto se ne accorgeranno le tasche dei cittadini di circa metà dei Comuni della Capitanata, chiamati a versare una salatissima ecotassa di 25 euro per ogni tonnellata di rifiuti prodotti e conferiti semplicemente in discarica o abbandonati. 
La situazione a Lucera non è drammatica, almeno a giudicare dalle tabelle pubblicate dalla Regione Puglia per il 2018 e indicanti proprio le aliquote da corrispondere in base alla singola capacità di riuscire a differenziare l’immondizia prodotta. 
Per Lucera risulta l’inserimento nel gruppo delle “seconde classificate”, cioè quelle municipalità in grado generare una performance superiore al 40% ma anche singole pratiche virtuose per alcuni sistemi di raccolta e stoccaggio. Il balzello aggiuntivo ammonta a 6,97 euro, poco più della stessa cifra pagata finora grazie all’aumento delle percentuale che comunque non raggiunge l’ottimale del 65%, numero corrispondente a un aggravio di soli 5,17 euro.
Assieme a Lucera figurano pochi comuni del suo circondario, solo Casalnuovo e Panni, ma ci sono anche Monte Sant’Angelo, San Severo e San Giovanni Rotondo. Ad agosto 2017 (ultimo dato ufficiale disponibile) i lucerini non sono andati oltre il 45%, con una produzione di indifferenziato di 542 tonnellate, mentre dall’inizio dell’anno siamo già a 4.200. 
Ad esaltare la situazione ci sono alcune circostanze statistiche di rilievo, come quella che in tutta la Puglia sono in realtà raddoppiati gli enti che dovranno versare la tariffa più alta prevista dalla legge (al di sotto del 40%), e per la provincia questa batosta di 25,82 euro si abbatte su grandi centri come Manfredonia, Vieste, Cerignola e Foggia, ma anche su piccoli come Carlantino, Castelnuovo, Celenza, Pietra, Volturara, Alberona, Castelluccio Valmaggiore, Celle, Faeto e Orsara.
Tra i migliori ci sono invece Casalvecchio, Motta, San Marco la Catola, Biccari, Roseto, Troia e Castelluccio dei Sauri.
L’ecotassa è in buona sostanza una punizione per quei comuni che non riescono a realizzare efficaci sistemi di differenziazione e riciclaggio dei rifiuti, e quindi più inquinano e più pagano. In effetti l’imposta viene attribuita al singolo ente che potrà (molto difficilmente) pagarla con fondi propri o (molto realisticamente) suddividerla nel conteggio delle singole cartelle inviate ai cittadini con la Tari. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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