12/11/2017 23.02.27

Il caporalato è più ‘facile’ di quanto sembri

Terminata la vendemmia, sono questi i giorni della raccolta delle olive nelle campagne, e tra le aziende agricole crescono gli interrogativi (e i timori) su come organizzare le attività della manodopera, alla luce delle nuove leggi sul caporalato, perché i fondamenti da rispettare sono sostanzialmente due: la legge 1369/60, art.1, per la intermediazione di manodopera, e quella più recente 199/2016, la cosiddetta legge sul caporalato.
“La prima è quella che interessa più da vicino il settore – spiegano dallo Studio Viola di Lucera, in quanto esperti in materia – perché fa divieto di utilizzo di manodopera esterna all’azienda agricola quando si deve ricorrere alla sola prestazione manuale, proprio come nei casi di uva e olive. Queste attività vengono svolte solitamente a mano o con attrezzature poco significative rispetto all’apporto della manodopera – hanno aggiunto – per cui è usuale organizzare squadre di operai. Tuttavia sia la ditta richiedente che quella di prestazione devono sapere che non sono in regola con la legge. Affinché non si voglia incorrere in pesanti sanzioni, anche penali, è necessario strutturarsi in apposite società ed operare in maniera totalmente diversa”.
Approfondimenti e risposte più precise sono annunciate per fine mese, quando è previsto a Lucera un apposito convegno in cui si cercherà di fare chiarezza su questo aspetto fondamentale per la conduzione delle imprese agricole.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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