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San Giuseppe Moscati ‘conteso’ a Roseto

La popolare ricorrenza odierna di San Giuseppe Moscati (anche se nel martirologio romano è fissata la 12 aprile) a Roseto Valfortore torna ad alimentare le polemiche sulla recente decisione dell’Amministrazione comunale di Lucilla Parisi di mutare l’intitolazione della casa di riposo dal “Santo Medico” napoletano al benefattore Attilio Cascioli, rosetano trapiantato a Torino ma che prima di morire nel 1986 costituì l’omonima Fondazione con finalità culturali e sociali.
Nelle motivazioni è stata ravvisata “l’opportunità di intitolare la struttura a una figura la cui opera in vita abbia inciso direttamente in modo positivo sulla vita della comunità rosetana”.
Il legame di Roseto con Moscati è invece dovuto alla terra di origine della madre, Rosa De Luca che sposò Francesco Moscati, padre del santo (canonizzato da Paolo VI nel 1975) nato a Benevento il 25 luglio 1880 e morto a Napoli proprio il 12 aprile 1927. Da qui l’omaggio con la dedicazione di qualche anno fa della casa di riposo che in realtà non è mai entrata in funzione.
Da settimane, sul cambio del nome non mancano punti di vista e prese di posizione critiche. 
“A prescindere dai principi filantropici, pienamente condivisibili, dell’illustre personaggio e senza voler entrare nel merito delle ragioni che hanno indotto a tale cambiamento – ha commentato Nicola Chiechi, storico locale e recente autore di una carrellata di personaggi illustri di Roseto -  la scelta di aver sbrigativamente cancellato il nome del Santo dalla casa di riposo è sembrata inopportuna e ha lasciato l’amaro in bocca a molti cittadini. Certamente a Giuseppe Moscati e alla sua mamma Rosa De Luca questo non ha fatto proprio piacere. Un auspicio e una speranza: se in questa faccenda vi è stata buona fede e non ci sono pregiudizi, si può comunque rimediare ritornando sui propri passi!”.
Ma prima di Chiechi era insorta anche l’opposizione in Consiglio comunale, per il tramite di Matteo Caldarella, avversario politico della Parisi e sconfitto da questa alle ultime elezioni amministrative. L'ex candidato sindaco nelle scorse settimana aveva diffuso un documento di protesta e condanna sulla decisione. "Senza nulla togliere ai meriti del benefattore Cascioli e alla sua fondazione – si legge – la decisione unilaterale appare di basso profilo e offende la Chiesa e un suo alto rappresentante quale è San Giuseppe Moscati. Il suo profilo umano e professionale costituisce un vanto per Roseto e per tutti i rosetani sparsi nel mondo, ma forse per la Giunta c’è una carenza conoscitiva della sua figura. Invitiamo il sindaco a un ripensamento e facciamo appello pure appello pure al parroco e al vescovo".

Giuseppe Moscati, uomo di fede e di scienza, ha dedicato la sua vita al servizio dei poveri, degli ultimi e dei sofferenti all’Ospedale degli Incurabili di Napoli. La salma è venerata nella Chiesa del Gesù Nuovo ed è meta di numerosi devoti che giungono da ogni parte.
Anche a Lucera si ricorda la figura del medico, con un apposito triduo che viene celebrato nella chiesa di San Domenico nei giorni precedenti alla ricorrenza, su iniziativa del rettore don Luigi di Condio che spesso ricorda come “egli curava con la stessa intensità ed amore il corpo e lo spirito e che non ha mai trattato il malato come un numero, ma sempre come un fratello sofferente da soccorrere”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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