28/11/2017 18.54.17

Politici e dirigenti condannati per Morlacco

E’ clamorosa la sentenza della Corte dei Conti di Puglia che ha condannato politici e dirigenti della Provincia di Foggia del periodo 2011-2014. La motivazione consiste nel fatto che Vincenzo Morlacco non avrebbe dovuto percepire delle somme in qualità di direttore generale, dopo che questi erano andato in pensione da segretario generale dell’ente. 
Il provvedimento dei giudici ha raggiunto l’ex presidente Antonio Pepe e i componenti dell’allora Giunta: Billa Consiglio, Antonio Montanino, Domenico Farina, Leonardo Lallo, Rocco Ruo e Savino Santarella. Con loro, condannati anche i dirigenti Geppe Inserra e Micky De Finis, il segretario generale Filippo Re e l’ex commissario prefettizio Fabio Costantini.
In buona sostanza la Corte ha stabilito che l’alto dirigente (ed ex sindaco di Lucera) non avrebbe dovuto ricevere tale incarico (peraltro non obbligatorio) perché aveva raggiunto il limite di età di 67 anni, non derogabile. Nella sentenza si legge di “macroscopica violazione di norme” e anche di “gravissima condotta in presenza di un chiaro e tassativo divieto, del tutto ignorato”.
Nell’occasione sono state equiparate le responsabilità tra la parte politica e quella dirigenziale.
La Corte ha sancito quindi la presenza di un danno erariale, calcolato in totale per circa 100 mila euro e riferito alle retribuzioni percepite da Morlacco da luglio 2011 (quando è andato in pensione a 67 anni) a ottobre 2014 quando si è dimesso. 
Alla fine gli esponenti politici, assieme al dirigente Inserra, dovranno risarcire la Provincia di Foggia con 6.111 euro a testa, mentre altri 5.919 dovranno essere corrisposti da Re, De Finis e Costantini.
Singolare il fatto che già l’anno scorso, sempre a proposito di Morlacco, la stessa Corte dei Conti aveva già condannato Pepe e De Finis a 1.000 euro per i suoi compensi percepiti (50 mila euro) e non dovuti (e parzialmente restituiti) come componente del Nucleo di Valutazione, oltre a Vincenza Di Donna per altri 3.000 euro. 
Entrambe le situazioni sono emerse a partire da agosto 2013 quando Palazzo Dogana era stato oggetto di verifica amministrativo-contabile, effettuata da un Dirigente dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica. 

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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