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Cominciamo amando la vita

Vangelo (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
I primi giorni dell’anno sono quelli delle promesse, delle speranze, delle buone intenzioni.
Tanta gente, riguardo al nuovo anno, ha tante aspettative.
Quanti vorrebbero dimenticare determinate storie che sono state scritte nell’amarezza, nella solitudine, nell’incomprensione, nel dolore. A volte le pagine della nostra vita sono scritte con il colore grigio della monotonia e del niente di nuovo, su tutti i fronti;
A volte sono scritte con l’inchiostro della disperazione, del bisogno di ritrovarsi, di ritrovare l’amore alla vita.
Anni fa c’era un’usanza barbara, sconcertante, ma che nascondeva dei risvolti psicologici.
La notte del 31 dicembre, a mezzanotte, oltre lo sparare botti, si usava buttare per le strade oggetti vecchi, ormai inservibili.
Una cosa assurda, la mattina per strada trovavi di tutto:
Mobili rotti, piatti, giocattoli inservibili, tazze di wc…
Sembrava che la gente conservasse quegli oggetti per quella notte!
Magari, ora, anche noi, vorremmo buttare fuori qualcosa dalla nostra vita, non un oggetto o una persona, ma una situazione di vita che non accettiamo.
Una malattia, un rapporto matrimoniale arrivato alla frutta, un lavoro che non ci piace, un dirigente incapace di avere il minimo rispetto della tua persona, il non avere la pace nel cuore, il menefreghismo di chi dovrebbe fare il proprio dovere ed invece te lo scarica sulle tue spalle già abbastanza piegate dalla vita…
Ognuno ha i suoi, ti pare?
Ma, è meglio vedere la Chiesa chi ci propone il primo giorno dell’anno.         
Sembrerebbe un qualcuno d'insignificante, lontano dalle nostre realtà quotidiane, che a noi può dire ben poco: Maria Santissima, Madre di Dio.
I Vangeli spesso ci parlano di atteggiamenti di vita che di saggezza umana hanno poco a che fare!
Vuoi un esempio?
Prendi appunto la Madonna.
La cosa che mi colpisce di questa donna è che è innamorata della vita, in maniera totalmente nuova, diversa da come intendiamo tutti noi.
Innamorata non solo della Vita che portava in grembo ma anche innamorata proprio della Vita.
Maria ama la vita donando la sua vita
Certo che l’esistenza di Maria a livello umano non andava proprio “a gonfie vele”.
Ci sono due verbi nel Vangelo odierno che c'invitano a dare un’occhiata a noi stessi, sono verbi che coniuga la piccola Maria:

“Maria, da parte sua, conservava tutte queste cose meditandole in cuor suo”.
Conservare-Meditare.
Maria conservava gli eventi della sua storia;
Cioè, Maria custodiva quello che gli accadeva, non scappava dalla sua storia, non gettava il suo vissuto dalla finestra della vita come facciamo noi a volte quando è troppo “tosto”.
Maria meditava sugli eventi della sua storia.
Cioè, Maria metteva insieme la sua vita, la rapportava, la confrontava alla volontà di Dio.
Maria non cercava delle soluzioni umane, basate sull’uso della sua intelligenza e l’esclusione di Dio. Se avesse ragionato in questa maniera non ci sarebbe stato posto in lei per il Figlio di Dio.
Maria leggeva i fatti della sua vita alla Luce della Parola di Dio.
Maria, interpretava la sua vita in maniera presente, non se la lasciava scivolare addosso.
No, non diceva “e c’amma fa? Aveva jè accussì”
Il cristiano è colui che sa che, nella storia di tutti i giorni, è presente Dio.
Dio ti parla nei fatti della tua vita.
La prima cosa che la Vergine Maria ha inteso è la sua missione:
Generare all’umanità il Figlio di Dio.
Caro fratello, anche per te questa è la prima missione:
Generare Gesù nella tua vita. Come?
Come Maria, la figlia del Suo Figlio, la donna che ha detto il suo Sì a Dio, SEMPRE.
Incontreremo tante situazioni in cui dire “sì” non sarà semplice,  ma vi invito a vedere nel volto di coloro che aspettano da noi una risposta… il Volto di Cristo. 

Voglio fare i miei auguri a tutti voi per un anno pieno di “Sì”.
In particolar modo a tutti i giovani che cercano lavoro… che possano trovare finalmente dei Sì;
a tutti coloro che senza alcun compenso umano si offrono di stare con gli ultimi della società, con gli anziani;
a tutti quelli che dicono sempre di “NO”;
a tutti quelli che iniziano questo nuovo anno con un vuoto dentro il cuore.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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