09/01/2018 12.07.08

Lucera (auto)candidata per la Soprintendenza

La bomba l’ha lanciata immancabilmente sui social, e ha raccolto un sacco di consensi l’idea di proporre Lucera come nuova sede della Soprintendenza. Il sindaco Antonio Tutolo ha fatto sapere di voler mettere a disposizione gratuitamente un immobile di proprietà comunale per ospitare un’istituzione che dal 1° gennaio è praticamente senza una casa a Foggia, dove finora ha operato con competenza in materia di archeologia, belle arti e paesaggio e per un territorio compreso dal Gargano a Canosa, e quindi per due province. 
Alla Soprintendenza attualmente lavorano 18 dipendenti diretti dal capo Simonetti Bonomi.
Quello di un arrivo a Lucera è comunque un’ipotesi piuttosto remota, anche perché il capoluogo avrebbe già altri luoghi da proporre, senza contare che centri come Barletta e Trani farebbero di tutto per averla. Tuttavia resta un atto formale che l’Amministrazione Tutolo ha presentato al ministero, evidenziando l’attinenza storico-artistica della città e indicando pure almeno tre sedi come l’ex biblioteca di Palazzo Mozzagrugno (di fatto già pronta), una parte di Palazzo Santa Caterina (in fase di ristrutturazione) o addirittura i Sacramentini, sebbene si tratti attualmente di un rudere da rifare da zero.
Questa iniziativa, comunque sia, conferma un’abitudine ormai consolidata e tutta caricata sui comuni: ospitare gratuitamente presidi governativi o di interesse nazionale pur di non perderli sul territorio. A Lucera accade già, sebbene con modalità diverse, per Inps, Agenzia delle Entrate, Commissariato di Polizia, mentre altri sono andati via senza nemmeno una soluzione (Enel, Equitalia, etc.).

La crepa sul retro del Palazzo di Giustizia

La questione, se non altro, ripropone il tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare che per Lucera passa anzitutto dal grande (e sempre più grave) problema dell’ex Palazzo di Giustizia, di fatto congelato dal ministero, non utilizzato per fini operativi e sempre più in difficoltà strutturale. La conferma, molto evidente, arriva dalla crepa “imbibita” che si nota nella zona retrostante dell’edificio per il quale sono al momento decaduti tutti i propositi di ristrutturazione, passando necessariamente per qualche finanziamento specifico.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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