25/01/2018 10.35.23

Indennizzi 167 tra perizia e arbitrato

A distanza di circa un anno dall’avvio della perizia disposta del tribunale di Foggia, con incarico affidato all’ingegner Francesco Paolo Padalino, e mentre tutti i residenti hanno sostanzialmente terminato di pagare la spettanze richieste del Comune di Lucera, queste settimane rappresentano un altro passaggio delicato del contenzioso avviata da 857 residenti della zona 167 nei confronti di Palazzo Mozzagrugno.
L’incontro tenuto sabato scorso ha permesso di conoscere diverse novità ignote anche a buona parte dei cittadini interessati, a partire dalla lentezza con cui il tecnico sta ricevendo le carte da parte degli uffici comunali, i quali a loro volta lamentano difficoltà nel reperire documentazione risalente anche a 30-40 anni fa.
Nella sua consulenza, che si annuncia complessa e tutt’altro che di breve durata, Padalino è stato chiamato a valutare ogni singola posizione dei ricorrenti e relativo importo da corrispondere. Anzitutto il perito dovrà accertare se l’ente abbia perfezionato tutte le procedure (esproprio e cessione volontaria) per l'acquisizione della proprietà dei lotti poi acquistati dai residenti. Inoltre verificare se le somme richieste dal Comune corrispondano ai maggiori costi effettivamente sostenuti dall'ente rispetto alle convenzioni stipulate; e il conteggio deve avvenire considerando solo risorse legate a procedure definite e non per spese legali e/o risarcimenti riconosciuti ai proprietari dei suoli per procedure diverse da quelle previste dalla legge. L’ultima verifica riguarda l’accertamento dell’esistenza di soggetti che siano titolari del diritto di proprietà del suolo in forza di un autonomo titolo di acquisto.
Nel frattempo il Comitato, promotore della causa che ha comportato un esborso per spese legali di 250 euro pro capite, per bocca del suo consulente tecnico Ciro Tibello, ha evidenziato “l’opportunità di chiudere il contenzioso per evitare l’aggravio delle spese processuali essendo, in concreto, cessata la materia del contendere”. In effetti qualcosa, anzi parecchio, è cambiato dal punto di vista urbanistico nelle scelte pianificatorie del Comune, tra esclusioni di aree prima comprese nei conteggi e altre che sono divenute edificabili con il nuovo Piano Urbanistico.
Tuttavia è tornata alla discussione l’ipotesi di allestire uno specifico arbitrato, ma su questo argomento si è alzato il livello della discussione (e del disaccordo) tra i dirigenti del Comitato e il sindaco Antonio Tutolo, intervenuto all’incontro. Entrambe le parti si sono dette favorevoli alla soluzione, ma il primo cittadino ha rivelato che fin dal 2015 è stata fatta una proposta rimasta poi senza riscontro, e cioè quella che l’individuazone del terzo “arbitro” (gli altri due sono nominati dai contendenti) fosse di competenza del presidente del tribunale.
Nel dibattito si è aggiunto l’intervento del consigliere comunale di minoranza Giusepe Bizzarri che ha escluso la possibilità di un arbitrato in questa fase ormai avanzata del procedimento civile (circostanza smentita da Tutolo) e soprattutto avanzato dubbi e preoccupazioni sull’eventualità di una restituzione delle somme, in tutto o in parte, visto che quegli oltre tre milioni di euro sono finiti nel calderone delle copertura dei debiti dell’ente, secondo quanto stabilito dal piano di rientro che l’Amministrazione Tutolo ha concordato con la Corte dei Conti.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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