30/01/2018 9.09.43

Settimana ‘giudiziaria’ per il Sant’Anna

Questa settimana si annuncia di grande importanza e delicatezza per le sorti di Palazzo Sant’Anna, soprattutto in funzione giudiziaria, anche perché i contenziosi tra Comune e proprietà sono diversi.
In realtà qualche giorno fa uno di carattere tributario ha già detto una parola piuttosto chiara circa l’avviso di pagamento emesso da Palazzo Mozzagrugno (per oltre 70 mila di euro di tassa per l’occupazione del suolo pubblico) e impugnato dalla Società Costruzioni Generali. Il giudice ordinario ha rigettato la richiesta di sospensiva, non ritenendo ci fossero "gravi e circostanziate ragioni", dando appuntamento all’udienza fissata per marzo 2020. In buona sostanza la dittà di San Severo è chiamata a pagare quelle somme e solo in un secondo momento si potrà valutare la legittimità della richiesta, così come di un altra che pare si aggiri già sui 30 mila euro. 
Mercoledì, invece, c’è molta più attesa per la decisione del Tar che si deve pronunciare sull’impugnazione dell’ordinanza del sindaco Antonio Tutolo che aveva intimato la messa in sicurezza dell’edificio. La Corte aveva sospeso il provvedimento ma dando 30 giorni di tempo all’azienda di cominciare i lavori. E’ passato almeno un anno e la situazione in Piazza Duomo è pressochè immutata, mentre sull’edificio pende già un pignoramento per circa 120 mila euro promosso dal Comune. 
Questi due processi, comunque, sia, sono solo l’ennesima conferma che a Lucera le grandi questioni, specie in tema di urbanistica, si decidono soprattutto nelle aule dei tribunali e non in quelle della politica e della buona amministrazione.
La questione Sant’Anna a Lucera ormai ha attraversato 15 anni e cinque amministrazioni comunali, con il palazzo che continua a fare brutta mostra di sé rispetto al contesto della piazza per la quale la Soprintendenza ha posto un vincolo indiretto. Eppure nei mesi scorsi sembrava che tutto si potesse risolvere con una trovata che sembrava un annuncio da campagna elettorale: il sindaco Antonio Tutolo aveva pensato seriamente di acquisire l’immobile al patrimonio comunale, liquidando la SCG praticamente con lo stesso prezzo sborsato a fine 2002, e cioè intorno al milione di euro, oltre alle spese di registrazione e alla possibilità di abbonare il credito vantato dal Comune per circa 90 mila euro sull’occupazione del suolo pubblico dell’impalcatura (al netto delle annualità prescritte). La trattativa era stata effettivamente avviata, con alcuni incontri avuti tra lo stesso Tutolo e il rappresentante legale della ditta, quel Luciano Gallucci che figura come uno dei tre soci. Lui e il fratello Mario detengono il 35% del capitale sociale complessivo di 12 mila euro, mentre il restante 30% è dell’ex deputato Michele Ricci. 
Pareva che la questione fosse arrivato a un punto di grande concretezza, poi improvvisamente è calato nuovamente il silenzio da parte del soggetto privato. Nel frattempo era stato lo stesso sindaco a rimuovere il velo di segretezza sulla tratttativa direttamente in Consiglio comunale. Tutolo aveva anche supportato economicamente questa intenzione, visto che il Comune di Lucera è ancorato a una situazione finanziaria di grande precarietà. 
“Oggi abbiamo i conti in ordine e quindi dopo anni di sacrifici da parte di tutti ci potevamo permettere un investimento che sarebbe stato di grande valenza e interesse – ha commentato – con la possibilità di avere una proprietà da mettere a disposizione della collettività niente meno che in Piazza Duomo. A questo punto però riteniamo di avere in alternativa molte carte da giocare in sede tributaria e soprattutto giudiziaria”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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