10/02/2018 9.39.28

Incontri scontri da evitare

Vangelo (Mc 1,40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Il Vangelo di questa Domenica ci interroga su fatti che accadono nelle nostre città.
Gesù incontra un lebbroso e non rispetta la Legge.
Nessun ebreo, infatti, poteva avere contatti con i lebbrosi, non solo per evitare di diffondere la malattia ma, anche e soprattutto, perché il lebbroso era immondo, sporco, la causa della sua lebbra era il peccato! Saremmo tentati a pensare che per noi non esistono più problemi di questo genere, i lebbrosi sono pochi…
Attenzione, la lebbra rappresenta tutte quelle diversità che, nella nostra società evoluta, sono difficili da accettare.
In genere le società civili emarginano determinate categorie di esseri umani.
Chi non si adegua agli usi e costumi della maggioranza diventa come un lebbroso, da evitare!
Non ci viene in mente niente, vero?
Extracomunitari, malati di mente, barboni, carcerati, diversamente abili, malati di alcune patologie, prostitute.
Diciamo la verità, il discorso inizia già a farsi troppo scomodo… 
Dimmi la verità, quando incontri per la strada queste persone che fai?
Cambi strada, la maggior parte di noi cambia, con molto stile, strada.
Sono incontri che evitiamo; incontri scontri da evitare.
Sai che fa Gesù?

“Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò”.
Gesù che tocca un lebbroso.
I cristiani imitatori di Cristo toccano i lebbrosi dei nostri tempi.
I cristiani che toccano i carcerati, che toccano gli extracomunitari, che toccano i malati di mente, che toccano gli emarginati.
Essere cristiano significa vivere sempre dalla parte degli ultimi, dalla parte di coloro che non vengono tutelati dalle tante leggi che sfornano i consessi umani.
Essere cristiano significa avere il coraggio di stare nei posti dove ti sparano perché sei un cristiano;
Essere cristiano significa abbracciare uomini di culture diverse e riscoprirsi fratelli, figli di un unico Dio;       
Essere cristiano significa costruire una società a misura degli ultimi, non per quelli in gamba ma per quelli che non hanno gambe, braccia, chiavi per aprire le porte, voce, che non hanno niente e non sono nessuno. 
Essere cristiano significa tendere la mano a chi non ti ama, a chi la pensa in maniera totalmente diversa dalla tua.
Oggi come non mai il mondo ha bisogno di poche chiacchiere e di fatti concreti:
Cristiani che sappiano condividere la vita con il prossimo, anche se questo prossimo crede in un Dio totalmente diverso.
Cristo ha anticipato tutti, Lui ha teso la mano per primo ai diversi, agli uomini scomodi di cui i nostri tempi sono pieni…
Scegli oggi chi sei!
Un cristiano?
Bene, allora il Vangelo di questa Domenica ti dice che cosa sei chiamato a fare!      
Abbracciare la diversità, qualsiasi essa sia.
Gesù farebbe così, punto!

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Articoli correlati:


-Il Vangelo dei ragazzi: INASPETTATO INCONTRO


Condividi con:

0,0313s.