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Il Vangelo dei ragazzi: INASPETTATO INCONTRO

Vorrei sapere se vi è mai capitato di incontrare per strada un barbone, di quelli che viaggiano, a volte, non sui i marciapiedi ma che percorrono le corsie delle auto, equipaggiati con i pantaloni tutti strappati, senza le cinture allacciate (le cinture dei pantaloni), con tante buste nelle mani, con un cappello di capelli tipo turbante, due tre cani randagi al seguito, un profumo del tipo “toponi n.5”…
Certamente è uno degli incontri più sconsigliati, poco graditi da tutti, anche dagli adulti. 
Ora il vostro pensiero vi dice: “Che c’entra con il Vangelo?”
Ci sta, ci sta…
Sapete chi incontra Gesù questa settimana?
Un lebbroso.
Penso che non abbiate mai visto un lebbroso camminare per le nostre strade; in Italia ce ne saranno un centinaio.
Certo, se lo incontraste i vostri capelli si rizzerebbero per lo spavento e la ritirata non sarebbe proprio stile “brave heart”. 
Nella Bibbia c’è un libro, il Levitico, che indica come ci si deve comportare nel caso si incontri un lebbroso…: Evitarlo, stargli alla larga!
Era un modo per evitare il contagio, che la malattia si diffondesse in tutta la popolazione. 
Tutti gli israeliti dovevano obbedire a quanto prescritto dal libro del Levitico.
Gesù, cosa strana, non obbedisce!     
Ora lo so quello che pensate: che anche Gesù a volte disobbediva, magari come voi!
Cerchiamo di capire il perché di questa presunta mancanza di Cristo?
Provo a dare qualche risposta:
Gesù era coraggioso;
Gesù indossava mascherine e guanti per proteggersi;
Gesù era certo, dato che era il Figlio di Dio, che non si sarebbe ammalato;
Gesù, se si fosse ammalato, si sarebbe “autoguarito”…
No, non penso che sia nessuna di queste motivazioni.
La ragione è che Gesù aveva capito che il lebbroso voleva chiedergli qualcosa.
Hai visto quando noi incontriamo per strada un povero che si avvicina?
Come ci comportiamo?
Qualche volta facciamo finta di non vedere;
Magari qualche altra volta cominciamo a correre più veloce per evitarlo;
o ci fermiamo e facciamo finta di guardare una vetrina…
Gesù invece si ferma e lo ascolta.

“Se vuoi puoi guarirmi”.
Ascoltare, per il cristiano è voce del verbo “amare”.
Gesù ascolta la preghiera di quest’uomo emarginato e lo tocca.
Non ha paura di compromettersi.

“Lo voglio, guarisci”.
L’incontro con Gesù ancora una volta porta la guarigione.
Questo Vangelo, cari ragazzi, ci chiede di incontrarci con coloro che in questa società sono considerati i lebbrosi, gli esclusi da tenere lontano.
Chi sono oggi?
I barboni, gli emarginati, quelli che sembrano dei malati, gli extracomunitari, gli extra da tutto, i lebbrosi veri e propri.
A questi fratelli noi siamo chiamati a portare la guarigione…
Una guarigione di nome amore, condivisione, mano da stringere.
Sì, Gesù ci invita a fare come lui, ad ascoltare, a condividere, a guarire.         
Un’ultima cosa.
C’è una lebbra che abbiamo anche tutti noi.
Ti sembra strano?
Magari l’ultima volta che sei stato dal medico le sue parole sono state: “Sano come un pesce”!
Mò sta lebbra da dove viene? 
E’ la lebbra del peccato.
Non si vede esternamente, sulla pelle, ma si sentono gli effetti che vengono dal cuore.
Ebbene lo sai Gesù che fa con questa nostra lebbra?
Ci guarisce, non dobbiamo che avvicinarci a Lui e chiedere di essere guariti.
Luca, Francesco, Luigi, Silvia, Tiziana, Michele:

“Lo voglio, guarisci”. 
Vuoi sapere se sei stato guarito da Gesù?
Se hai la gioia nel donare, nell’amare il prossimo, 
il prossimo che incontri tutti i giorni che è diverso da te;
magari quel ragazzo in classe che non ha amici perché viene preso sempre in giro da tutti…
Sì, proprio lui sta aspettando la tua mano…

Michele Cuttano, diacono, servo inutile

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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