03/04/2018 9.18.41

Blitz della Finanza contro il gioco illegale

La scorsa settimana la Guardia di finanza ha eseguito su tutto il territorio pugliese un piano straordinario di interventi finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno del gioco illegale e delle scommesse clandestine ed altre correlate forme di illegalità. 
L’obiettivo è soprattutto quello tutela del gettito fiscale derivante dalla raccolta delle scommesse, con particolare riguardo alla corretta applicazione del prelievo erariale unico.
L’operazione ha fatto registrare 146 interventi, di cui 24 irregolari, nel corso dei quali sono stati sequestrati, complessivamente, un locale commerciale completamente abusivo e 59 apparecchiature elettroniche, tra terminali informatici (c.d. “totem”) e computer, con la verbalizzazione di 32 soggetti. 
Le situazioni più eclatanti hanno riguardato una sala scommesse totalmente abusiva operante su bookmaker esteri, oppure un’altra che consentiva l’accesso anche a minorenni.
Per le fiamme gialle, le attività sono poste a contrasto della concorrenza sleale, esercitata dai soggetti non autorizzati, ai danni degli operatori regolari; a difesa dei consumatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna; a tutela del monopolio statale, poiché fenomeni di abusivismo ed irregolarità nel settore determinano inevitabili ricadute sul piano dell’equità fiscale. 
Regole per nuove aperture
Nel frattempo, proprio poco prima di Pasqua il Tar Puglia ha bocciato i ricorsi dei gestori scommesse contro il “distanziometro” stabilito dalla legge regionale, rinviati nel 2013 alla Corte Costituzionale. I giudici amministrativi, a quasi un anno di distanza dalla decisione della Consulta, hanno confermato la legittimità della norma che prevede almeno 500 metri tra le attività di gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese. La Corte, a maggio 2017, aveva stabilito che la distanza minima imposta per il contrasto alla ludopatia non scavalca le norme statali e non viola i principi della legislazione concorrente in tema di salute. Un’interpretazione ripresa nella sentenza del Tar, che ha respinto anche le nuove argomentazioni delle due società di Melendugno (Gilupi e Chiriatti).
“Il distanziometro - riferisce Agipronews - non impedisce l’apertura di sale giochi, pur limitando gli spazi a disposizione e soprattutto, l’accezione di ‘nuova attività’ a cui si applica la disciplina, e non può che essere valutata in relazione alla specifica sede dove la stessa viene esercitata e non, invece, al suo titolare”. Dunque, come accaduto alle due società, “nei casi di trasferimento della sede in diverso luogo, il rispetto dei parametri di legge va verificato come se si trattasse di nuova apertura”.

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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