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La donna/8

«Nei passi scritturistici veterotestamentari in cui si tiene conto del peccato originale, in quelli cioè che riguardano la natura decaduta, il matrimonio e la maternità vengono presentati come fine, in certo modo esclusivo, della donna e anche come mezzo per cui ella può raggiungere il fine soprannaturale, dare alla luce i figlioli, educarli alla fede nel futuro redentore, per vedere un giorno in essi la salvezza. (Questa concezione risuona anche qua e là nelle lettera di san Paolo)» (Teresa Benedetta della Croce, La donna, Città Nuova, Roma 1968, 116-118). Non lasciamoci rubare il femminile e il maschile. Sono entrambi un dono attraverso il quale l’amore di Dio si manifesta a noi nel tempo e nella storia. Ma l’immagine di Dio è contemporaneamente maschile e femminile, mai l’uno a discapito dell’altro.

Leonardo Catalano

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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